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Associazione Amici di Don Bosco onlus: ciclo di incontri gratuiti “A fior di pelle”

Riceviamo e pubblichiamo.

 

L’Associazione Amici di Don Bosco Onlus presenta un ciclo in tre appuntamenti dedicato alle discriminazioni.

 

Nella quotidianità del nostro lavoro come operatori dell’adozione internazionale incrociamo episodi di razzismo con inquietante frequenza, ma il fenomeno sorpassa i confini del nostro mondo.

Hanno scelto di chiamare il percorso “A fior di pelle” perché possono coesistere tanti modi di “sentire” rimandando alla superficialità, alla possibilità di ferire, all’immediatezza, all’evidenza, alla percezione istintiva. La pelle può essere un tessuto di narrazione, un elemento che definisce (e quindi dichiara, ma allo stesso tempo limita), ma anche il confine tra il dentro e il fuori, tra ciò che si vede e ciò che non si vede.

Anche quest’anno, come nei precedenti cicli di formazione, verrà data la parola ai protagonisti autentici, a chi narra un’esperienza propria, vissuta sulla propria… pelle.

 

Inizio Venerdì 14 febbraio, alle 18, presso la sede in via Maria Ausiliatrice 32, al terzo piano con la presentazione del libro “E poi basta. Manifesta di una donna nera italiana”; proveranno a mettere in ascolto di chi ha vissuto e vive quotidianamente sulle propria pelle la complessità di essere una donna nera italiana oggi, arrivata in Italia in virtù dell’adozione. L’autrice, Esperance Hakunzwimana Ripanti sarà intervistata da Elisabetta Gatto

Dopo una vita trascorsa a rispondere alle domande e alle curiosità altrui, sulle sue origini, sulla sua pelle, sulle sue opinioni, Espérance si serve della scrittura come strumento per riappropriarsi del suo spazio ed esporsi, rivelarsi – a modo suo, nei suoi termini, alle sue condizioni. Ma  “E poi basta” è anche il racconto dei compagni di viaggio, delle esperienze che più l’hanno segnata, dei protagonisti che hanno condiviso il fronte con lei. Un saggio, una biografia, una ballata, un manifesto: la storia della sua lotta contro i pregiudizi, e infine la ricerca di soluzioni, tra il buio e la luce del sole.

 

Dal 4 al 18 aprile ospiteranno la mostra fotografica sui tatuaggi realizzata dal CTA Centro di Terapia dell’Adolescenza “La mia storia sulla pelle”, dove la pelle diventa tessuto di narrazione di storie di adozione e affido. Partendo da questo spunto, lavoreremo in due direzioni: da una parte con le scuole, e dall’altra con le persone che accetteranno l’invito a partecipare ad un laboratorio di narrazione che, nel suo secondo momento, le vedrà al lavoro con un grande scrittore di graphic novels nonchè “nostro” papà adottivo, Andrea Ferraris (il termine “fumettista” ci sembra riduttivo), per realizzare il disegno del tatuaggio che potrebbe rappresentare la loro storia.

 

L’ultimo appuntamento sarà una tavola rotonda per dare il giusto spazio alle voci di chi, in tanti momenti della propria vita, vive e ha vissuto il razzismo sulla sua pelle: è imbarazzante constatare quante iniziative dedicate al razzismo e alla discriminazione siano gestite al 99% da coloro che non hanno mai avuto esperienza diretta di ciò di cui stanno parlando. Il nostro obiettivo è quello di invertire il fuoco della prospettiva e sperimentare l’ascolto.

 

Sono a disposizione per ogni richiesta di approfondimento e  informazioni agli indirizzi mail daniela.bertolusso@amicididonbosco.org e gatto.elisabetta@amicididonbosco.org

 

Qui di seguito sono presenti ulteriori approfondimenti: presentazione La mia storia sulla pelle

 

 

Ultimo aggiornamento: 12-02-2020 16:11:32