Ordine Assistenti Sociali Piemonte

Caso San Mauro: il Croas scrive al Direttore La Stampa

Gentili colleghi Assistenti sociali,
La scorsa settimana abbiamo avuto modo di leggere un articolo sul quotidiano La Stampa on line sul quale, così come il Consiglio nazionale, abbiamo ritenuto importante assumere una posizione chiara a tutela della professione e dei cittadini.
Pubblichiamo il testo della nota trasmessa al Direttore della Stampa anticipandovi che valuteremo ulteriori iniziative di tutela.

Egregio Direttore,
abbiamo letto con disappunto l’articolo pubblicato il 26 settembre su La Stampa online dal titolo “Gli assistenti sociali prelevano in classe un bimbo davanti ai compagni” a firma di Andrea Bucci.
Precisiamo che abbiamo ritenuto necessario, prima di scriverle, verificare quanto accaduto con i servizi coinvolti e possiamo affermare che quanto riportato non corrisponde a verità. Nessun bambino è stato prelevato davanti ai compagni di scuola, il minore è stato accolto in un luogo protetto, all’interno della scuola, dai servizi sociali e dalle forze dell’ordine in borghese che hanno eseguito un provvedimento dell’autorità giudiziaria finalizzato alla sua protezione.
Le procedure adottate, per quanto ci è stato riferito, sono state coerenti con la necessaria tutela del bambino coinvolto e dei compagni di scuola. Le segnaliamo che nell’articolo vengono legittimamente esposti i fatti, così come sono stati raccontati dagli avvocati di parte della madre, ma l’assenza di una controparte non consente un reale tentativo di ricerca della verità ed offre al lettore una visione parziale, oltre che scorretta, di quanto accaduto.
L’articolo si inserisce in un sistema oramai diffuso di fare notizia che predilige il sensazionalismo alla divulgazione corretta delle informazioni e dei fatti: è nostro dovere segnalare che spesso gli assistenti sociali, professionisti oggi più che mai individuati come bersaglio diretto della malainformazione, fanno le spese di questo stile anche con l’aumento di aggressioni, intimidazioni e minacce. Tuttavia, e questo deve essere messo in evidenza, a patire i contraccolpi maggiori sono i cittadini, persone che si percepiscono distanti dalle istituzioni, dai servizi sociali, dai pochi ma reali aiuti possibili allinterno di un welfare frammentato.
Ci rammarica constatare come anche nella storica ed autorevole testata che lei dirige temi delicatissimi come la salvaguardia dei minori e della loro crescita sana ed equilibrata ed il sostegno alle competenze genitoriali, vengano esposti evidenziando aspetti della professione, che sono chiamata a rappresentare, con riferimenti impropri e semplificati.
Come certo saprà la nostra professione, ordinata e costituita con Legge dello Stato, opera su mandato di Enti pubblici e privati, nel rispetto, come tutte le professioni in Italia, di un codice deontologico
Quotidianamente, gli assistenti sociali operano delle scelte nel delicatissimo equilibrio fra tutela dei diritti dei cittadini e tagli delle risorse al sistema di welfare, contribuiscono con fatica, impegno, dedizione e professionalità alla cultura della nostra Regione. Nell’ambito dell’azione professionale, giova sottolinearlo, soprattutto per le situazioni di famiglie e minori in difficoltà, le scelte vengono assunte nell’ambito di équipe multi-professionali nel rispetto delle norme e con il sostegno dellAutorità giudiziaria.
Auspichiamo una rettifica a quanto titolato nell’articolo di cui sopra e riservandoci di verificare con i nostri legali quali azioni intraprendere a tutela della nostra immagine e della nostra professione le offriamo piena disponibilità ad ogni maggiore precisazione e contatto per un confronto su temi complessi e fondamentali nell’esercizio della nostra professione.

 

Ultimo aggiornamento: 17-10-2019 09:28:39