Ordine Assistenti Sociali Piemonte

CNOAS – Comunicato stampa del 03 luglio 2014 – Apre il semestre italiano di presidenza europea. Immigrazione: non un’emergenza, ma un’urgenza

Comunicato stampa del 03 luglio 2014

Apre il semestre italiano di presidenza europea. Immigrazione: non un’emergenza, ma un’urgenza

“I 45 morti ritrovati all’interno del peschereccio rimorchiato a Pozzallo dalla nave Grecale, la nuova denuncia dell’Unhcr per il gommone naufragato con 70 dispersi, ci lasciano sgomenti e impongono una reazione forte” – dichiara Silvana Mordeglia, presidente del Consiglio nazionale dell’Ordine degli Assistenti sociali.

“Dopo molti mesi di “emergenza”, manca ancora un piano per l’accoglienza dei migranti che sbarcano nel nostro Paese. Dei 135.700 rifugiati politici riconosciuti nel 2013 nei vari Stati dell’Unione europea, soltanto un decimo (14.500) si trovava in Italia, la metà dei rifugiati sono stati accolti lo stesso anno in Svezia e in Germania. Degli 11.307 siriani sbarcati in Italia nel 2013, soltanto 695 hanno chiesto asilo al nostro paese. Gli altri 10mila se ne sono andati in altri Stati Europei. Possiamo continuare a parlare di “allarme immigrazione” per così poco? Nel frattempo si decide di prorogare le strutture temporanee in attesa di un nuovo bando, non possiamo continuare così. Servono impegni chiari e procedure rispettate, affinché tutte le forze in campo – enti locali, operatori socio-sanitari, associazioni e volontari – possano organizzare il sistema di accoglienza nel miglior modo possibile, garantendo il diritto e il dovere all’asilo.”

Come Consiglio nazionale dell’Ordine degli Assistenti sociali vogliamo lanciare questa raccomandazione al Premier Matteo Renzi affinché, nel semestre di Presidenza italiana dell’Unione europea che si è aperto ieri, si faccia garante e promotore di un nuovo sistema di accoglienza che ponga l’Italia e le nostre coste, come più volte chiesto, non come terra di frontiera italiana, ma europea.

“L’accoglienza dei rifugiati e la solidarietà tra membri dell’Unione sono questioni che non impegnano i soli portafogli dei Paesi, ma le coscienze di tutti. E’ il tempo di aprire corridoi umanitari, soprattutto per i cittadini eritrei e siriani, e avviare accordi nei territori di partenza o nelle tappe intermedie dei ‘viaggi della speranza’, per evitare altre morti e la tratta degli esseri umani. E’ il tempo anche di definire l’accoglienza per i minori stranieri non accompagnati, come richiesto dal Progetto di Legge n. 1658. Ora l’Europa, e l’Italia, devono scegliere da che parte stare” – conclude Mordeglia.

 

Ultimo aggiornamento: 05-07-2014 08:44:28