Ordine Assistenti Sociali Piemonte

CNOAS – Comunicato stampa del 24 gennaio 2018 – Giulio Regeni, Gazzi «#2annisenzaGiulio, noi ci siamo e ci saremo sempre»

Dal sito CNOAS

Giulio Regeni, Gazzi «#2annisenzaGiulio, noi ci siamo e ci saremo sempre»

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scarica il file .pdfComunicato stampa del 24 gennaio 2018

Roma, 24 gennaio 2018. Il Consiglio nazionale degli Assistenti sociali nella seduta dello scorso 15/16 dicembre ha aderito alla campagna #VERITAPERGIULIOREGENI e, per i #2ANNISENZAGIULIO, il 25 gennaio, ricorderà, quel tragico giorno, illuminando alle 19  e 41 la sede del CNOAS.

“Giulio Regeni – dice Gianmario Gazzi, Presidente del Consiglio nazionale – incarna la meglio gioventù, quella che crede nel proprio impegno, nelle istituzioni, nella formazione, nella ricerca, perchè ancora migliorare, migliorarsi, contribuire a dare futuro, a dare democrazia ad altri Paesi del mondo, si può. Sono valori questi che l’assassinio di Giulio rende ancora più forti, ancora più scolpiti nelle nostre coscienze. Conoscere, giungere alla verità per Giulio sarà avere verità per tutti coloro che quotidianamente in Egitto e nei Paesi in cui sono vigenti forme di dittature scompiano in nome della libertà e per costruire giustizia”.

Il 25 gennaio 2016 Giulio Regeni, giovane ricercatore italiano dell’università di Cambridge veniva sequestrato, trasferito in uno o più centri di detenzione senza poter avere contatti col mondo esterno, per essere poi sottoposto nei giorni successivi a feroci torture e assassinato.

Da subito chi in Egitto e in Italia conosce bene il sistema di violazioni dei diritti umani nel paese nordafricano ha parlato di “delitto di stato”, dell’ennesima tragica sequenza sparizione-tortura-uccisione che aveva riguardato stavolta non una delle centinaia e centinaia di cittadini egiziani bensì un cittadino italiano.

Come è noto, le autorità egiziane hanno scelto la tattica del depistaggio, della perdita di tempo, delle promesse non mantenute; si pensi che solo nel dicembre 2017 l’avvocata della famiglia Regeni, Alessandra Ballerini, è riuscita ad ottenere dalla Procura locale documenti preziosi per l’accertamento della verità solo recandosi direttamente al Cairo mentre rimangono ancora indisponibili le immagini riprese il 25 gennaio 2016 dalle telecamere a circuito chiuso installate nella zona in cui Giulio Regeni scomparve.

Nonostante questo comportamento assai poco collaborativo, lo scorso settembre l’Italia ha deciso di far tornare alla piena operatività l’ambasciata al Cairo. Amnesty International ha giudicato prematura tale decisione, rammaricandosi per il fatto che non fossero state adottate ulteriori misure di pressione politica e diplomatica che potessero dare sostegno al lavoro investigativo della Procura di Roma e al coraggio dei legali italiani ed egiziani della famiglia Regeni.

All’inizio del 2018 la Procura di Roma ha proceduto all’interrogatorio di Maha Abdelrahman, tutor di Giulio Regeni presso l’università di Cambridge. Amnesty International ha sempre sostenuto che la verità dovesse essere cercata a tutto tondo e apprezza ogni azione investigativa che aiuti a comprendere il contesto nel quale è maturato l’omicidio di Giulio Regeni. Ma eventuali responsabilità di natura morale o civile di altri soggetti non dovrebbero mai essere confuse né equiparate con le responsabilità penali di chi ha compiuto in Egitto quell’omicidio.

“Sono stati due anni faticosi, impegnativi e carichi di emozioni – dice ancora Gazzi; rimbombano nella testa le parole di Paola Deffendi, la madre di Giulio Regeni, che raccontano “di tutto il male del mondo che ho visto sul corpo di Giulio […] un corpo riconosciuto solo dalla punta del naso“. In questo secondo anniversario di lutto e di domande che la famiglia Regeni continua a fare senza ottenere risposte, è fondamentale non consegnare Giulio Regeni alla memoria e alla commemorazione. Servirà trovare la verità giudiziaria che coincida con quella storica, che attesti quel “delitto di stato“, ne accerti le responsabilità individuali e le collochi lungo una precisa catena di comando.’’

“Un grazie per l’impegno ai genitori di Giulio Regeni, ad Amnesty International e ad Alessandra Ballerini: noi ci siamo e ci saremo, sempre’’, conclude Gazzi.

 

Ultimo aggiornamento: 30-01-2018 11:07:07