Ordine Assistenti Sociali Piemonte

Il procedimento disciplinare locale

IL PROCEDIMENTO DISCIPLINARE LOCALE
(Tratto dal Regolamento per il funzionamento del Procedimento disciplinare locale – Delibera del Consiglio Nazione dell’Ordine degli Assistenti Sociali n. 175 del 15 novembre 2013 e successive modificazioni).

Il procedimento disciplinare nei confronti degli iscritti nell’albo degli assistenti sociali è volto ad accertare la sussistenza della responsabilità disciplinare dell’iscritto per le azioni od omissioni che integrino violazione di norme di legge e regolamenti, del codice deontologico, o che siano comunque ritenute in contrasto con i doveri generali di dignità, probità e decoro, a tutela dell’interesse pubblico al corretto esercizio della professione (art. 1).

La responsabilità disciplinare è accertata ove siano provate l’inosservanza parziale o totale dei doveri professionali e l’intenzionalità della condotta, anche se omissiva. La responsabilità sussiste anche allorquando il fatto sia commesso per imprudenza, negligenza od imperizia, o per inosservanza di leggi, regolamenti, ordini e discipline. (art. 2).

L’azione disciplinare è esercitata dal Consiglio di disciplina costituito presso il Consiglio regionale dell’Ordine nel cui albo il professionista è iscritto; il Consiglio regionale di disciplina opera attraverso i Collegi di disciplina (art. 4).

Il procedimento disciplinare nei confronti dell’iscritto è promosso d’ufficio dal Consiglio regionale di disciplina, quando ha notizia di fatti rilevanti, o su richiesta del Pubblico Ministero competente, ovvero su richiesta degli interessati. Si considerano interessati gli iscritti nell’albo nonché i soggetti che possono aver subito un pregiudizio dalla condotta dell’iscritto (art. 6).

Il Collegio di disciplina ha il dovere di prendere in considerazione le notizie allorquando provengano da soggetti pubblici o da privati non anonimi. In caso di segnalazione anonime il Collegio può valutare l’apertura del procedimento sulla base dei fatti segnalati e tenuto conto delle circostanze del caso concreto. Il Collegio, su proposta motivata del Presidente del Consiglio di disciplina, e fuori del caso di richiesta proveniente dal Pubblico Ministero o dall’interessato, può deliberare di non aprire il procedimento disciplinare allorquando: a) i fatti palesemente non sussistano; b) le notizie pervenute siano manifestamente infondate; c) i fatti non siano stati commessi da un iscritto nell’albo della Regione (art. 8).

Il Collegio di disciplina, a seguito di denuncia o segnalazioni provenienti da enti o da privati, può esperire, nei casi di minore gravità, un tentativo di conciliazione tra le parti. (art. 9).

Il Collegio di disciplina apre il procedimento disciplinare con delibera motivata. Tale delibera verrà comunicata all’incolpato, al segnalante e agli altri soggetti previsti dal regolamento. Con la Delibera viene nominato un Consigliere che avrà l’incarico di condurre l’istruttoria, la quale dovrà essere conclusa entro 6 mesi dall’apertura del procedimento – in caso di necessità di ulteriori accertamenti istruttorio il termine dei 6 mesi è prorogabile per altri 6 mesi (art. 10).

Accertata la responsabilità disciplinare dell’assistente sociale incolpato, possono essere inflitte allo stesso le seguenti sanzioni: a) ammonizione; b) censura; c) sospensione dall’esercizio della professione fino ad un anno; d) radiazione dall’albo (art. 18).

Ultimo aggiornamento: 07-07-2016 11:44:42