Ordine Assistenti Sociali Piemonte

Leave Care – Live Life! Il racconto dei partecipanti italiani al meeting di Bucarest. A cura dei partecipanti italiani Angela Ferrero, Ketty Francolini, Valeria Marra, Michela Peroni, Gabriele Ronco

Cari colleghi e colleghe, qualche tempo fa avevamo pubblicizzato sul sito una proposta formativa all’estero del network Care Leavers – Associazione Agevolando. Da tempo avevamo conosciuto il progetto e ci aveva entusiasmato, potete trovare utilizzando la funzione cerca alcune uscite sul nostro sito. Anche il Consiglio nazionale degli Assistenti sociali, riconoscendo l’importanza di questa realtà ha stipulato un protocollo di collaborazione e nel corso dell’anno, dopo aver già effettuato un focus group con alcuni colleghi per definire o temi, in Piemonte organizzeremo un convegno congiuntamente.

Con piacere qualche settimana dopo abbiamo saputo che il collega assistente sociale Gabriele Ronco aveva partecipato al bando ed era stato selezionato. Oltre ad aver ricevuto qualche fotografia l’avevamo sentito ed era entusiasta dell’esperienza. Alla proposta di scrivere qualcosa per il sito nella sezione “contributi degli iscritti” aveva subito risposto con entusiasmo anticipando che si sarebbe confrontato con i referenti del progetto e ci avrebbe fatto sapere. Oggi è arrivato un contributo a più mani che con moltissimo piacere pubblichiamo sul sito e diffondiamo. Grazie a tutti i colleghi non solo piemontesi per questa condivisione.

Torino, 13/05/2019

Leave Care – Live Life! Il racconto dei partecipanti italiani al meeting di Bucarest.
Circa 40 professionisti provenienti da Italia, Inghilterra, Croazia, Irlanda e Romania si sono incontrati a Bucarest dal 4 al 6 aprile per una tre giorni di formazione nell’ambito del progetto europeo “Leave care Live life”, di cui Agevolando è capofila. Il racconto dei partecipanti italiani
Agevolando si impegna da diversi anni a sostenere e dare voce a quei ragazzi usciti da percorsi di accoglienza residenziale (comunità educative, case-famiglia, affidamenti residenziali), chiamati “care leavers” e che nel sistema italiano, una volta raggiunti i 18 anni, spesso vengono lasciati a sé stessi, con il loro bagaglio di vissuti ed emozioni e il grande compito di diventare indipendenti.
I ragazzi italiani, però non sono i soli, in ogni paese europeo e del mondo ogni care leaver ha questo grande scoglio da superare e viene sostenuto dal mondo dei servizi (formali e informali) in modo differente a seconda dello Stato in cui vive.
Di fronte a queste grandi differenze nei diritti di persone nella stessa condizione, Agevolando si è posto l’obiettivo di iniziare a mettere in rete le diverse realtà, i diversi metodi di lavoro, al fine di elaborare delle raccomandazioni da presentare alla conferenza transnazionale dei Care Leavers a Bruxelles che si svolgerà a novembre 2019.
Questo lavoro, iniziato già nel 2017, ha riunito a inizio aprile diversi operatori sociali (assistenti sociali, psicologi ed educatori) e care leavers provenienti dai 5 paesi partner del progetto europeo “Leave care live life” (Romania, Irlanda, Inghilterra, Croazia e Italia) a Bucarest per una tre giorni di formazione.
Dal confronto sulla situazione sociale e legislativa dei care leavers nei diversi paesi, è emerso come l’Italia e la Romania siano territori che ancora “faticano”, per vari motivi sia di natura legislativa che economica, a pensare ad una progettualità socio-assistenziale che prenda in considerazione questa fascia di popolazione.
I Paesi anglosassoni presentano invece un sistema assistenziale maggiormente sviluppato, più maturo e consapevole.
Si prenda come esempio l’Irlanda, dove i ragazzi di età superiore ai 16 anni, massimo 20, che abbiano vissuto nell’arco della loro vita per un periodo non inferiore ai 12 mesi in una struttura residenziale o in affidamento familiare, hanno diritto all’elaborazione di un “Aftercare Plan” (piano post accoglienza), che prende in considerazione i bisogni globali dei ragazzi (formazione, occupazione, salute, benessere personale e sociale, abitazione e sostentamento economico). I ragazzi così affiancati riescono a raggiungere una vita dignitosa e soddisfacente.
In Inghilterra, invece, i ragazzi hanno diritto ad essere seguiti fino all’età di 21 anni da un mentore, che elabora insieme a loro un piano simile a quello irlandese. Infatti, vengono stanziati dei finanziamenti per sostenere le spese del college e dell’università.
L’aspetto più impressionante rispetto a questi sistemi è che il Children (Leaving Care) Act risale all’anno 2000. Già 19 anni fa l’Inghilterra aveva previsto a livello normativo un sistema di sostegno ai ragazzi cresciuti fuori dalle famiglie di origine.
In Italia il livello normativo non è molto sviluppato e particolarmente frammentato essendoci delle differenze anche a livello regionale. Purtroppo, le risorse e gli strumenti istituzionali sono esigui, la maggioranza delle iniziative vengono da associazioni e privati. Ma nel 2018 per la prima volta anche l’Italia si è dotata di un fondo sperimentale per i care leavers, che per tre anni finanzierà progetti per i ragazzi accompagnandoli fino al 21esimo anno.
La formazione ha permesso di far luce e confrontarsi sull’esistenza di alternative che sono economicamente, professionalmente ed umanamente possibili.
In questi 3 giorni si sono create relazioni professionali tra i partecipanti dei diversi paesi, ma anche di diverse regioni italiane. Questa sinergia soprattutto tra i partecipanti Italiani rappresenta un buon punto d’inizio per ulteriori progetti di advocacy con l’obiettivo di dare in Italia voce a chi ancora ne ha poca.
Angela Ferrero
Ketty Francolini
Valeria Marra
Michela Peroni
Gabriele Ronco

 

Ultimo aggiornamento: 14-05-2019 06:17:20