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Maggioli Editore – Segnalazione Editoriale – LA MORALITÀ E LA PERCEZIONE SOCIALE Ricerche e applicazioni

 

 

unnamedNovità Luglio 2014

LA MORALITÀ
E LA PERCEZIONE SOCIALE
Ricerche e applicazioni

 

Definire se stessi, comprendere gli altri,
vivere nei gruppi

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“Ciascuno giudica bene ciò che conosce, e solo di questo è buon giudice”
(Aristotele, Etica Nicomachea)


La moralità è, con ogni probabilità, il principale criterio con il quale ci orientiamo nel mondo ed in base al quale stabiliamo chi siamo, chi sono gli altri ed in quale relazione ci poniamo rispetto ad essi: un codice di condotta centrale per le interazioni sociali.

Ciò che guida l’essere umano è soprattutto il desiderio di mantenere (o acquisire) una identità sociale positiva e il rispetto all’interno del gruppo di appartenenza (o di cui vuole entrare a far parte).

Al mondo esistono tanti codici morali (contraddistinti da specifici standard) quanti sono i gruppi sociali. Tale varietà determina il sostanziale relativismo culturale della moralità, a sua volta all’origine, da un lato, delle tensioni tra gruppi che adottano codici differenti e, all’opposto, di una “deriva etica” che può risolversi in un generale disimpegno morale.

L’opera di Stefano Pagliaro, autore di numerosi studi pioneristici sull’argomento, ha l’obiettivo di analizzare – alla luce dei più recenti contributi teorici ed empirici della psicologia sociale – il ruolo della moralità nella percezione sociale (sempre da ricondurre ai gruppi di riferimento) e la sua influenza in contesti quali le dinamiche aziendali, la comunicazione politica e la relazione con l’ambiente.

Piano del volume
1.
Una definizione di moralità legata ai gruppi sociali
1.1. L’affidabilità come contenuto fondamentale della dimensione morale
1.2. L’importanza dei gruppi nella definizione di moralità
1.2.1. La moralità come costrutto individuale
1.3. Il modello delle funzioni sociali regolatrici della moralità

2.
Moralità, percezione di sé e formazione delle impressioni
2.1. La percezione sociale: i primi studi
2.2. La formazione delle impressioni sugli altri
2.2.1. Moralità e Socievolezza: due dimensioni distinte all’interno del “calore”
2.2.2. Dalla formazione delle impressioni ai comportamenti
2.3. Essere (o meglio, apparire) morali: le valutazioni di sé
2.3.1. Quando l’immagine morale è minacciata: distorsioni cognitive e strategie di gestione della minaccia
2.3.2. La moralità “incarnata”

3.
Moralità e gruppi sociali
3.1. Che cosa sono i gruppi e perché sono importanti nella vita delle persone: la prospettiva dell’identità sociale
3.2. L’importanza della moralità per i gruppi
3.2.1. La funzione di definizione dell’identità (sociale): moralità e valutazioni dell’ingroup
3.2.2. La funzione di regolazione delle dinamiche intragruppo
A. L’adesione alle norme di gruppo basate sulla moralità
B. L’acquisizione di rispetto come meccanismo fondamentale dell’adesione alle norme morali
3.2.3. La funzione della moralità nelle relazioni intergruppi
A. Gli stereotipi dell’outgroup: dai modelli bidimensionali ai contenuti morali
B. Il pregiudizio nei confronti degli outgroup

4.
La moralità al di fuori del laboratorio: alcuni ambiti di applicazione
4.1. I contesti organizzativi
4.1.1. La moralità dell’organizzazione
4.1.2. Il leader affidabile
4.2. La moralità nel contesto della psicologia politica
4.2.1. Le caratteristiche dei politici
4.2.2. La comunicazione politica
4.3. Moralità e comportamenti pro-ambientali
4.4. Conclusioni

»
Considerazioni conclusive

Stefano Pagliaro, ricercatore in Psicologia Sociale alla Seconda Università degli Studi di Napoli.

 

 

Ultimo aggiornamento: 26-07-2014 17:06:43