Ordine Assistenti Sociali Piemonte

Newsletter n. 5 del 7 aprile 2013

NEWSLETTER – Ordine degli Assistenti Sociali del Piemonte

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LE TOP NEWS DI APRILE Sintesi delle notizie principali Newsletter n. 5/2013-

 

 

L’ORDINE INFORMA
I MINORI, I SERVIZI SOCIALI ED I MEDIA
Il Presidente Elena Maria Giuliano ha inviato al direttore de La Stampa una nota per chiedergli una maggior precauzione nell’uso di alcune generalizzazioni.

Egregio Direttore,

In situazioni come quelle descritte negli articoli citati, i professionisti coinvolti (nel rispetto per gli utenti trattati) non possono fornire a nessun titolo informazioni sulle storie delle persone e cioè fornire la loro valutazioni su alcuni accadimenti. Gli assistenti sociali coinvolti in situazioni descritte sulla carta stampata e sui mezzi televisivi non hanno diritto di replica nel merito delle situazioni specifiche ed è corretto che sia così.

Ma proprio in virtù di ciò ritengo doveroso richiederLe una maggior precauzione nell’uso di alcune generalizzazioni che ad esempio sono…”un’assistente sociale le consiglia di abortire”… (cito articolo domenica 17 Febbraio), “… le ragioni dei Servizi sociali si scontrano con le ragioni del cuore…” (stesso articolo) ed infine “…Sono venute le assistenti sociali a portarlo via…” (articolo martedì 19 Febbraio). Frasi di questo tenore rinforzano la rappresentazione sociale dominante: gli assistenti sociali rubano i bambini, li strappano alle famiglie, sono senza cuore, consigliano di abortire…

2013-22-02 Nota direttore La Stampa

L’articolo su La Stampa

SONDAGGIO SULLA SITUAZIONE LAVORATIVA UNDER 35. 117 COLLEGHI HANNO RISPOSTO ALLE DOMANDE!

INTERVISTA AD ELENA PENDOLA

Ciao Elena. Raccontaci brevemente la tua esperienza da assistente sociale.
Sono assistente sociale dal 2011. Dopo la laurea ho fatto un tirocinio post laurea presso l’Ospedale riabilitativo Fatebenefratelli, dove ho anche svolto la professione come volontaria e successivamente sostituito una maternità. Nel 2012 sono stata assunta dalla Cooperativa Animazione Valdocco ed ho esercitato la professione presso il Consorzio Intercomunale Servizi Sociali alla Persona C.I.S.S.P. nel Comune di Settimo T.se. A Settimo ho lavorato in area accoglienza e area adulti in difficoltà. Poi per qualche mese ho fatto sostituzioni presso una Comunità Alloggio per disabili intellettivi e presso un Servizio di Convivenze Guidate.
In questo momento stai lavorando?
Lavoro dai primi giorni di aprile, ma prima sono stata ferma due mesi. Sempre tramite la Cooperativa Animazione Valdocco sto sostituendo una maternità al Consorzio Intercomunale di Servizi CIdiS presso l’Unità Operativa di Orbassano. Seguo anche un affido diurno (quattro ore alla settimana) e faccio sostituzioni (due domeniche al mese) presso la stessa Comunità che ho citato prima.
Cosa vuol dire essere precario?
Vuole dire lavorare sei, sette, otto mesi e stare ferma 2 o 3 (se va bene). Vuol dire non avere la possibilità di guardare oltre e non avere strumenti per progettare un futuro. Vuol dire lavorare sempre con un interrogativo e con la speranza che alla fine del contratto possa aprirsi una strada nuova, una nuova occasione. Vuol dire anche (se possibile) impegnarsi in più attività lavorative, questo per continuare a farsi conoscere e per non perdere i contatti che si hanno. A tutto ciò si aggiunge il fatto di essere un’assistente sociale precaria che significa lavorare con le persone in difficoltà ed interrompere, dopo pochi mesi, il rapporto di fiducia che si è creato o che si stava creando.
Cosa speri che riesca ad ottenere il gruppo ASprecari?
L’Ordine e la comunità professionale devono conoscere questa grande fetta di realtà, quindi riconoscimento. Attraverso la raccolta delle esperienze ed il confronto tra più opinioni sarebbe bello arrivare, alla fine dei lavori, con alcune proposte concrete. Sarebbe interessante portarle avanti sotto forma di richieste e fare in modo che tutta la comunità professionale possa venirci incontro.
WORLD SOCIAL WORK DAY 19 MARZO 2013
Le riflessioni dell’Associazione Nazionale degli Assistenti Sociali
La scelta di questo impegno per il Servizio sociale nell’agenda globale, richiama due obiettivi fondamentali per le politiche sociali degli Stati: scegliere, promuovere e sostenere l’uguaglianza dei cittadini e favorire condizioni di vita dignitose. Uguaglianza è un concetto che si riferisce ai valori fondamentali dell’uomo (dichiarazione universale dei diritti ONU….) attestandosi sull’umanità di cui ciascuno è portatore, che tutti accomuna e che non prevede le categorie di genere, di etnia, di peso sociale, di cultura, di capacità, di ricchezza o povertà. Il Servizio sociale possiede l’uguaglianza tra i suoi principi di riferimento, in tutte le sue diverse declinazioni, riconoscendo la ricchezza data dalla diversità che va comunque tutelata perché non vi sia negazione di appartenenze, negazione di propensioni, negazione di peculiarità. Pur tuttavia l’uguaglianza sociale rimane un obiettivo troppo spesso chimerico, al centro sì dei principi ispiratori di molte riforme e azioni di politica sociale, ma ostacolato da condizioni culturali, di governo, economiche, di salvaguardia di posizioni e privilegi appartenenti a gruppi e non alla collettività : succede allora che non si concretizzi perché non si concretizzano azioni di pari opportunità.
Il Servizio Sociale è chiamato a realizzare questa mission:
1) promuovere pari opportunità per garantire uguaglianza di trattamento,
2) promuovere il diritto di partecipazione per garantire coscienza critica,
3) promuovere responsabilità per garantire consapevolezza,
4) promuovere solidarietà per garantire successo comune,
5) promuovere condivisione per garantire comunione di intenti e senso civico.
Come più volte ribadito in ambito comunitario, la povertà e l’esclusione sociale sono fenomeni multidimensionali che vanno considerati sotto diversi punti di vista, non solo quindi quello della povertà economica, ma anche della disuguaglianza della distribuzione dei redditi, della partecipazione all’occupazione, dell’incremento del capitale umano, della coesione territoriale, delle condizioni di vita e di salute. Lo sfondo è una crisi mondiale che ha profonde ricadute sul nostro Paese, con inevitabili ripercussioni anche sulla realtà e operatività delle professioni di aiuto e, fra queste, sul servizio sociale. Il progressivo smantellamento del sistema di Welfare e dei diritti sociali è avvenuto e sta avvenendo nel più totale silenzio, in un clima di rassegnazione e di assuefazione non solo di chi non ha voce, ma anche da parte di chi di questi temi si occupa o si deve occupare. Il servizio sociale si trova ad affrontare una emergenza sociale determinata dall’aumento della condizione di povertà e di disagio delle persone e delle famiglie, dal contestuale arretramento dello Stato e dei servizi pubblici, con la conseguente perdita di servizi di sostegno e di accompagnamento alle famiglie e di credibilità delle Istituzioni e, non ultimo, del disorientamento che il servizio sociale stesso sta vivendo in questo momento. La fragilità dei diritti sociali oggi è dunque il risultato dell’intreccio tra elementi economici e culturali, cui non sembrano riuscire a “ porre rimedio” i sistemi politici. Così possiamo dire che la loro fragilità è anche dovuta all’evidente incapacità della politica di governare la complessità. Come in altri periodi della storia del nostro Paese, la professione degli assistenti sociali ha il preciso dovere di essere in campo per garantire e tutelare i diritti. Cosa che implica innanzitutto ad impegnarsi per favorire la conoscenza, l’accessibilità e la fruibilità dei servizi. In secondo luogo va fatta una riflessione sulle categorie concettuali utilizzate nel valutare le situazioni concrete, nel progettare interventi e servizi, nel proporre orientamenti, con attenzione alla loro leggibilità e applicabilità a culture diverse. In terzo luogo occorre inventare modalità e strumenti originali adeguati di incontro, di trattamento dei problemi, di sostegno alle persone di esercizio di funzioni di controllo quando ne ricorrano le condizioni.
Puntando soprattutto sul rafforzamento dei “fattori di protezione” in una logica di sostegno forte alla “resilienza”. Il tutto nel contesto, oggi sempre più difficile da realizzare, di un sapiente lavoro nella e con la comunità, di lavoro di processi sociali. La crescente disattenzione alle politiche sociali, insita in una specifica visione politica del bisogno e del disagio, pone sicuramente un problema alla professione che deve chiedersi come e in quale direzione muoversi. Rispondere a tali domande può essere per il servizio sociale occasione per ritrovare le radici del proprio agire e della propria missione, recuperando ma anche rivedendo, la storia e le vision, che hanno caratterizzato la nascita del servizio sociale in Italia. E’ importante immaginare che la crisi economica e la scelta dello Stato di non investire nel sociale, ponga la professione, forte e matura dei suoi più di sessant’anni di presenza in Italia, in condizione di facilitare la riflessione sul senso della sua esistenza, riconfermando l’impegno di non abbandonare il suo ruolo di grande alleato della persona.
Di sicuro, il servizio sociale deve cambiare la prospettiva del proprio lavoro, non più soltanto come una “longa manus” dello Stato a tutela dei diritti costituzionalmente riconosciuti, ma in senso più ampio, quale promotore di benessere e di legami sociali tesi a favorire coesione sociale.
L’assistente sociale ha nella prassi operativa anche una responsabilità “politica”, impegnata non solo nell’ambito dell’assistenza e della riparazione o della gestione del reale, ma impegnato nella “invenzione” e gestione del possibile Il Servizio sociale deve essere divulgatore dei cambiamenti in atto, deve suscitare interesse e partecipazione, in quella che è una responsabilità sociale (…)
Guarda le foto del WSWD2013 QUI
NOTIZIE DAL WEB
UNA QUESTIONE SOCIALE
IL CONSIGLIO NAZIONALE DELL’ORDINE DEGLI ASSISTENTI SOCIALI HA UN SITO NUOVO!
Il nuovo sito CNOAS è ora on line

Il Consiglio Nazionale dell’Ordine è lieto di presentare il nuovo sito del CNOAS, frutto di un lavoro plurale coordinato dal Consigliere Federico Basigli, che ha avuto delega alla conduzione delle attività, e che ha visto impegnati tutti i Consiglieri dell’Ordine Nazionale, i membri esterni del Gruppo Comunicazione e i nostri partner tecnici.

E’ stato progettato e realizzato, negli ultimi quattro mesi, allo scopo di poter essere uno strumento snello per arrivare a comunicare cogli iscritti in maniera immediata ed efficace.

All’interno trovate i contenuti già presenti precedentemente, riveduti e ricollocati in maniera da essere più facilmente consultabili, ed altri nuovi, che potrete scoprire mano a mano.

Tra le novità già fruibili possiamo citare la sezione dedicata all’Albo Unico Nazionale degli Assistenti Sociali, che ci permette di adeguarci agli obblighi di legge, e spazi come la Bacheca, con la pubblicazione degli atti del Consiglio, che sono tesi a garantire una sempre maggiore trasparenza e capacità di rapporto con gli iscritti e con l’esterno.

Il sito è stato condiviso con i CROAS qualche settimana fa e presenta uno spazio dedicato agli stessi Consigli Regionali per notizie a loro inerenti che possano interessare l’ambito nazionale.

WWSD 2013

Torino ha ospitato il World Social Work Day accogliendo ben 400 assistenti sociali. Un successo inaspettato frutto della proficua collaborazione tra l’Università degli Studi di Torino, l’Università degli Studi del Piemonte Orientale e l’Ordine degli Assistenti Sociali del Piemonte. Operatori, studenti, docenti si sono ritrovati per festeggiare la ricorrenza annuale e riflettere insieme sul tema dell’uguaglianza.

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Leggi lo storify dell’evento QUI

 

calendario

12 APRILE, TORINO

Riceviamo e pubblichiamo l’invito da parte del Presidente del Corso di Laurea in Servizio Sociale dell’Università di Torino alla presentazione del libro della sociologa del diritto (Università di Perugia) Tamar Pitch “Contro il decoro. L’uso politico della pubblica decenza”.A Torino, presso campus universitario Luigi Einaudi, lungo Dora Siena 100, venerdì 12 aprile 2013 dalle 15 alle 17.

Gli organizzatori hanno richiesto l’accreditamento ai fini della formazione continua (in fase di valutazione).

Per informazioni consultate il link sottostante.

Locandina Pitch 12_04_13

19 APRILE, BRA

Riceviamo e pubblicizziamo il convegno di studio organizzato dai Lions di Bra sul tema “Dall’abuso sui minori alla violenza sulle donne: combattiamo il silenzio”.
“Tutti i grandi sono stati bambini una volta…Aiutiamo i più piccoli a crescere sicuri ed a prevenire gli abusi”. Il convegno si terrà a Bra il 19 aprile 2013 presso la Sala Polifunzionale “ Giovanni Arpino” (orario 14.30-18.45).

Tra i relatori le colleghe Anna Abburrà e Elisa Bono del servizio sociale dell’ASL CN2 distretto di Bra.

È in corso la procedura di accreditamento ai fini della formazione continua.

Per informazioni fate riferimento ai link sotto indicati.

LOCANDINA lions 19 aprile BRA

BROCHURE CONVEGNO lions 19 aprile 2013 BRA

 

ORDINE DEGLI ASSISTENTI SOCIALI DEL PIEMONTE

Redazione a cura di Carmela, F. Longobardi, Assistente Sociale e Giornalista Pubblicista

e di Andrea Pavese, Segretario dell’Ordine degli Assistenti Sociali del Piemonte

Contattateci su twitter.com come @Francesca_Long e @andreapavese1

http://www.oaspiemonte.org/ – Tel. 011/568.41.13 – segreteria@oaspiemonte.org

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Ultimo aggiornamento: 04-05-2013 16:17:27