Ordine Assistenti Sociali Piemonte

Newsletter n. 6 del 28 aprile 2013

NEWSLETTER – Ordine degli Assistenti Sociali del Piemonte

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LE TOP NEWS DI APRILE    Sintesi delle notizie principali Newsletter n. 6/2013-

L’ORDINE INFORMA

QUELLI CHE…LA FORMAZIONE CONTINUA!

Quelli che…   la formazione continua? A me, me pare ‘na st…..ta ! (febbraio 2013)

Quelli che…   la formazione continua? Era ora, la mia collega di stanza è diventata coordinatore. E si vanta di non leggere “un libro di servizio sociale”  da 30 anni. (ieri, oggi, domani?)

Quelli che…   la formazione continua? Non lavoro, come faccio a permettermelo? (collega abilitata dal 2010 che non trova lavoro)

Quelli che…   la formazione continua? Si, ma neanche morta la faccio in ferie! (le colleghe con un bel contratto a tempo pieno e indeterminato)

Quelli che…   la formazione continua? Se il “mio ente” mi manda in orario di servizio bene, altrimenti: “non se ne parla!” (le colleghe di cui sopra)

Quelli che…   la formazione continua? Perché l’Ordine organizza gli eventi di sabato? Io al sabato voglio stare con la mia famiglia.

Quelli che…   la formazione continua? Perché l’Ordine organizza gli eventi di venerdì? Io al venerdì “faccio la corta”!

Quelli che…   la formazione continua? Perché l’Ordine organizza gli eventi di venerdì?Il mio ente non mi manda in orario di servizio. Fateli al sabato!

Quelli che…   la formazione continua? Ma ci sono degli eventi accreditati? (nel 2012 “solo” trecento accreditamenti).

Spero perdonerete la provocazione. Spero mi perdonerà anche Enzo Jannacci. Proviamo a fare chiarezza sulla formazione continua tenendo bene a mente, però, che siamo ancora in attesa dell’approvazione da parte del Ministero della Giustizia (organo che vigila su tutte le professioni ordinate) del nuovo regolamento!

Grazie alla collaborazione della collega/giornalista Carmela, Francesca Longobardi proviamo ad elaborare alcune FAQ (frequently answer question).

Andrea Pavese, Segretario dell’Ordine degli Assistenti Sociali del Piemonte

Quando decorre l’obbligo alla formazione continua?

Nel 2009, il Consiglio Nazionale aveva proposto un triennio di sperimentazione (2010-2012). Questo ha avuto fine. Nel 2012, con la riforma delle professioni del Governo Monti (D.P.R. 137/2012), si è previsto che tutte le 22 professioni ordinate adempiessero agli obblighi della formazione continua. Il DPR ha dato agli ordini un anno di tempo per adeguarsi. Il Consiglio Nazionale degli  Assistenti Sociali si è messo celermente al lavoro ed ha già realizzato la bozza del nuovo regolamento che ora è al vaglio del Ministero della Giustizia. Non appena verrà approvato verrà data la massima diffusione mediante pubblicazione sul sito, sulla newsletter e, su richiesta, in assemblee dedicate agli iscritti.

Quanti crediti formativi è tenuto a raggiungere ogni iscritto?

La bozza di regolamento ne prevede 20 all’anno anziché 30 (60 nel triennio anziché 90). Fino al 2016 non ci saranno verifiche ed eventuali sanzioni disciplinari per gli inadempienti poiché il primo triennio preso in esame sarà il  2013-2015.

In ambito deontologico?

Ogni iscritto è tenuto a conseguire 5 crediti (sui 20 previsti dalla bozza di regolamento). È previsto che il Croas organizzi eventi assolutamente gratuiti in tale ambito a favore di tutti. Per aumentare l’offerta formativa anche in ambito deontologico il Croas Piemonte ha deliberato la possibilità (con opportuni “paletti”) di attribuire crediti deontologici anche ad eventi organizzati non dal Croas stesso (fino ad oggi questo non era possibile).

È possibile chiedere di essere esonerati dall’obbligo alla formazione continua?

Sì, certo. In ogni caso si tratta di un esonero parziale. I 5 crediti “deontologici” sono sempre da conseguire. Al momento i criteri per l’esonero sono pubblicati sul sito. Con l’entrata in vigore del nuovo regolamento probabilmente verranno rivisti (con modalità più favorevoli all’iscritto) ma di questa novità daremo la massima diffusione.

Gli iscritti cosa devono fare per dimostrare di essere in regola?

L’ordine nazionale ha sempre affermato di voler attivare un sito “dedicato”  su cui ogni iscritto avrebbe avuto la possibilità di auto caricarsi i crediti ottenuti. Il software non è ancora operativo. Solo allo scadere del triennio 2013-2015 si potrà passare ad una fase di verifica “ a campione”.

I costi della formazione continua sono a carico di quale soggetti?

Gli Ordini regionali sono tenuti ad offrire agli iscritti convegni gratuiti per poter adempiere agli obblighi sulla deontologia. Il resto è a carico dell’iscritto. Tuttavia l’’offerta formativa è abbastanza vasta da consentire agli assistenti sociali di acquisire i crediti partecipando alle attività formative aperte e gratuite (nel 2012 sono stati accreditati 301 eventi: è vero, molti di questi riservati ai soli dipendenti dell’ente organizzatore ma anche molti altri aperti al pubblico e gratuiti). Sottolineo che un’ora corrisponde ad un credito.

Quali sono i canali per conoscere l’elenco delle attività accreditate?

Il canale principale è il sito, sulla sinistra della home page c’è il tasto ad esso dedicato. L’auspicio è che tutti coloro che organizzano eventi formativi facciano domanda prima di diffondere le brochure e le locandine così da evidenziare la dicitura “evento accreditato ai fini della formazione continua per aa.ss.” o quantomeno “è stato richiesto l’accreditamento..”. Molto spesso  l’accreditamento viene richiesto a ridosso della data dell’evento e questo non ci consente adeguata informazione e pubblicizzazione ai colleghi.

Come avviene l’accreditamento?

È la commissione valutazione eventi ed accreditamento a decidere. La decisione viene poi deliberata in consiglio (per tale motivo i tempi si possono dilatare fino ad un massimo tassativo di  60 giorni per ottenere risposta). Qualunque iscritto può chiedere l’accreditamento all’evento a cui ha già partecipato (in questo caso si parla di accreditamento ex post).

I crediti valgono in tutta Italia!

Per maggiori info, leggere QUI.

L’ORDINE CAMBIA SEDE

L’Ordine Assistenti Sociali del Piemonte cambia sede.

A partire da lunedi 20 maggio 2013 gli uffici saranno operativi nella nuova sede di via Piffetti 49 (a 50 metri dalla fermata Metro Bernini).

Nella settimana 13-18 maggio saremo chiusi al  pubblico ma sarà possibile comunicare tramite mail.

In caso di urgenze potete contattare il nostro sportello  telefonico al numero 377-322.71.52.

Il fax non sarà operativo per tutta la settimana.

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ELEZIONI REGIONALI CROAS PIEMONTE

In vista delle prossime elezioni per il rinnovo del Consiglio Regionale Ordine Assistenti Sociali del Piemonte (che dovranno tenersi entro l’estate) invitiamo tutti coloro che sono interessati a candidarsi o semplicemente a conoscere meglio le funzioni dell’Ordine ad un incontro pubblico che si terrà lunedi 27 maggio 2013 alle ore 16.00 in Torino presso la nuova sede  in via Piffetti 49 (a 50 metri dalla fermata metro BERNINI).

La partecipazione è libera ma si deve obbligatoriamente segnalare la propria partecipazione con una mail a segreteria@oaspiemonte.org .

In caso di necessità l’incontro potrebbe tenersi in altra sede che verrà comunicata tempestivamente.

Per informazioni: Andrea Pavese, consigliere Segretario dell’Ordine 377-322.71.52

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IL 1° MAGGIO, SCRIVI LA TUA SUL TEMA ASSISTENTI SOCIALI E PRECARIETÀ SU TWITTER CON #ASprecari

QUI DI SEGUITO, ALCUNE INFO SU COME UTILIZZARE TWITTER…

Per registrarsi: https://twitter.com/signup
Per modificare le info del profilo: https://twitter.com/settings/profile
CONSIGLI:

1) Vai su twitter.com e crea un account. Scegli un nome breve oppure il tuo nome come nickname. Carica una foto, inserisci una breve biografia, indicando quello che fai e gli argomenti che ti interessano. Magari un link al tuo blog o sito;

2) Hai a disposizione 140 caratteri per ogni tweet. Cerca di usarne un centinaio ogni volta, così se qualcuno vuole risponderti citandoti, ossia mettendo fra virgolette il tuo nick e il tuo tweet, avrà spazio e più gente leggerà il tuo tweet;

3) Prima di cominciare a twittare, inizia a seguire delle persone. Cerca fra i tuoi amici e ricorda che le persone che segui non sono obbligate a seguirti. Spesso lo faranno, però

4)  Hashtag: sono quelle parole con il # davanti. In sostanza identificano l’argomento di cui si parla, ma anche i trend di cui si discute o che si vogliono creare. Alcuni sono ricorrenti, come #sapevatelo. Altri hanno una funzione specifica: #in o #fb per aggiornare anche lo status di LinkedIn o Facebook#ff significa follow friday, ossia i consigli sugli account da seguire che vuoi dare ai tuoi follower. Si usa di venerdì, per consuetudine. Il nostro è #ASprecari.

INTERVISTA A ERICA CERUTTI, COLLEGA PRECARIA

Perché hai deciso di diventare assistente sociale?

Perché mi è sempre piaciuta l’idea di fare un lavoro che mi desse la spinta a non smettere mai di studiare e di aggiornarmi; una professione dinamica e sempre a contatto con le persone, con la società; di far parte di una comunità professionale in crescita, capace di autoregolarsi, di cambiare e di esistere/resistere.

Attualmente stai lavorando? 

No, sono disoccupata. In 5 anni, ho lavorato solo 12 mesi come assistente sociale.

Cosa vuol dire essere precario?

Essere precario molte volte vuol dire non avere neanche il tempo di inserirsi in un contesto lavorativo che è già finita la maternità che stai sostituendo o il contratto a progetto è in scadenza e non possono rinnovartelo, vuol dire non smettere mai di spedire curriculum vitae; vuol dire vivere sempre con la paura del futuro ma soprattutto per noi assistenti sociali vuol dire non vedere quasi mai i tuoi progetti di lavoro finiti, interrompere di continuo relazioni, iniziare ma mai finire oppure finire interventi che altri avevano iniziato; qualcuno chiamerebbe tutto questo processo di alienazione!

Credi che la condizione di precarietà degli assistenti sociali abbia delle ricadute anche sulla qualità del servizio offerto?

Immagino di aver risposto a questa domanda già con la risposta precedente: si, poi sta all’Ente di appartenenza di turno essere capace di non lasciare lacune tra le varie esperienze lavorative che si succedono.

INTERVISTA A SILVIA VERCELLONE, COLLEGA PRECARIA OVER 35 

Ciao Silvia, parlaci un po’ di te. Come mai hai deciso di diventare assistente sociale?

Ho lavorato per 15 anni come informatica. Quando ho perso il lavoro per la crisi ho deciso di riqualificarmi in un settore che sentivo più consono alle mie attitudini; per continuare nell’informatica avrei dovuto essere molto più aggiornata tecnologicamente di quanto la mia azienda mi avesse consentito, inoltre speravo che, specializzandomi nel sociale, avrei avuto accesso al lavoro senza grossi intoppi. Così ci dicevano anche i nostri docenti (io mi sono iscritta nel 2006 all’Università del Piemonte Orientale): ricordo sempre la fatidica frase della nostra tutor di terzo anno: “io non ho mai conosciuto un’assistente sociale disoccupata”.

Mi sembra di capire che non hai mai esercitato la professione. Quali strategie stai adottando per fronteggiare il problema lavorativo?

Ho sempre pensato che occorra essere continuamente aggiornati, specialmente tentando di svolgere un lavoro che può interessare settori molto diversi tra di loro. La mia strategia è stata pertanto quella di specializzarmi il più possibile: ho conseguito anche la laurea magistrale, un master e una qualifica professionale post laurea. Poi ho cercato di mantenere i rapporti con l’Università, con i siti di stage, con i colleghi ex studenti; mi sono iscritta a tutte le agenzie interinali, ho cercato lavoro senza sosta tramite tutti i canali possibili e ho dato tutti i concorsi che ho scovato nel raggio di 70-80 km (ho due figli, non posso pensare di emigrare). Ho mandato centinaia di curricula. In breve quello che accade è: a) mentre un tempo avevamo accesso nelle comunità, ora è obbligatoria la laurea in Scienze del’Educazione. Io ho preso la qualifica di Direttore di Comunità per riuscire in qualche modo ad entrarci ugualmente, ma senza successo. b) ai concorsi, pur ottenendo buone performance agli scritti/orali, chiunque abbia anche solo tre mesi di esperienza riesce ad avere un punteggio maggiore di chi ha la laurea specialistica, così chi non ha esperienza non è mai ai primi posti della graduatoria c) nel terzo settore: c’è una crisi spaventosa e comunque chiamano persone conosciute o amici di amici, chi glielo fa fare di spulciare centinaia di curricula di perfetti sconosciuti? d) anche al Dipartimento di Ricerca del’Università (ho fatto una tesi di ricerca per la laurea magistrale), alle chiamate per bandi di ricerca di pochi mesi, pur presentandosi solo due o tre candidati, passa sempre chi già sta facendo ricerca presso lo stesso Dipartimento (tipicamente la persona esce da un ufficio ed entra nella sala colloqui) e) l’Università continua a considerare la nostra come una “effervescente comunità professionale” ciondolandosi nel mondo dorato del’autoreferenzialità e non rendendosi conto dell’esclusione sociale che vive proprio chi sarebbe preposto a combatterla.

Pensi che l’Ordine possa fare qualcosa per te e per tutti i colleghi che vivono la tua stessa condizione? Se sì, cosa?

L’Ordine dovrebbe prevedere una quota assai più ridotta per chi è disoccupato, perché chi si trova in questo stato non usufruisce di alcun servizio: io sto aspettando di avere almeno la PEC. Mi aspetterei inoltre che il sito fosse il più aggiornato possibile sulle offerte di lavoro, invece non lo è assolutamente. Servirebbero incontri per analizzare insieme la situazione di precarietà e disoccupazione, valutare la possibilità di creare impresa, fare rete tra noi e il territorio.

LAVORO DI COMUNITÀ

INTERVISTA A SAVERIA LEQUIO

Ciao Saveria. Facci un breve excursus della tua carriera da assistente sociale.

Mi sono laureata, presso l’Università degli studi di Torino sede di Cuneo, in Servizio Sociale nel 2008, nel dicembre dello stesso anno ho conseguito l’abilitazione all’esercizio della professione (albo B). Ancora al 2008 risale il mio primo lavoro in campo sociale, quello di operatore in una comunità terapeutica per minorenni (ovviamente inquadrata come educatore). Dal settembre 2009 sono assunta dall’ASL CN1 come consulente – libera professionista (partita IVA) con incarichi temporanei ma consecutivi. In un primo momento ho esercitato in un Ser.T e da  più di due anni sono in  servizio al Consultorio Familiare.

Facciamo un ripassino. A livello teorico, cos’è il lavoro di comunità?

In generale il lavoro di comunità è quello finalizzato a promuovere le risorse di un contesto. Il termine “comunità” evoca il senso di appartenenza, fa pensare ai rapporti fra le persone o, ancora, a persone che condividono la medesima situazione. Quindi il lavoro di comunità può essere inteso come l’implementazione e l’attivazione progettuale di una serie di processi e attività mirate alla facilitazione dell’assunzione di responsabilità collettiva; all’agevolazione dei soggetti sociali alla partecipazione e collaborazione; allo sviluppo di relazioni che favoriscano il senso di appartenenza e all’acquisizione e il miglioramento di competenze da parte dei soggetti dalla comunità.

Nella pratica come si realizza?

Nella pratica questo tipo di lavoro si realizza innanzitutto non rinunciando mai ad un’ottica promozionale e a interventi caratterizzati dalla bifocalità (attenzione rivolta contestualmente al singolo e al territorio). Un esempio concreto e molto elementare: la funzione di segretariato sociale – che anche in consultorio viene esercitata –  può esser intesa come uno scambio di informazioni fra professionista e cittadino se la si inserisce in una dimensione che guarda al territorio come ad un soggetto attivo nei processi di cambiamento. Una singola richiesta può esser la spia di un problema diffuso in un determinato contesto e da questa, il professionista attento al territorio può iniziare a pensare ad un progetto di comunità.

Raccontaci la tua esperienza…

L’anno scorso, in concomitanza del verificarsi di alcuni episodi molto gravi di violenza, come servizio impegnato su questo fronte,  abbiamo pensato di coinvolgere la popolazione di un piccolo comune (Ceva) in una serata di sensibilizzazione sul tema della violenza di genere. In consultorio abbiamo anche uno spazio dedicato ai giovani ed è proprio da loro che siamo partiti per l’organizzazione dell’evento (una serata musicale). Il tutto si è realizzato con il patrocinio del Comune e con la collaborazione della parrocchia. Anche quest’anno si è replicato e la partecipazione della popolazione e delle istituzioni ha dimostrato che un piccolo territorio, se stimolato e coinvolto opportunamente, ha risorse positive da mettere in campo. Per il problema della violenza il passaggio fondamentale è stato legato alla presa di coscienza delle dimensioni collettive dei problemi individuali.

Il lavoro di comunità può essere un’opportunità per operare all’interno di un contesto minacciato dalla crisi economica?

Ritengo che il lavoro di comunità, soprattutto inteso nella sua accezione di creazione di capitale sociale sia una delle poche vie da percorrere in un periodo di crisi. Lavorare in rete con tutti i soggetti attivi su un territorio (istituzionali e non), promuovere senso di appartenenza e incentivare fra i cittadini la solidarietà e lo scambio può esser una strada per non rinunciare a quella logica di empowerment e di promozione di risorse che è fondante per il servizio sociale.

calendario
8 MAGGIO, TORINO

Si informano tutti gli iscritti al corso in oggetto che l’incontro in programma il giorno mercoledì 08 maggio p.v., originariamente previsto in Aula Magna, si svolgerà in aula 3 ( ingresso 15- seminterrato), secondo l’orario consueto (14.30-17.30).

VIOLENZA ASSISTITA

24-25 MAGGIO, TORINO

Riceviamo l’invito e diffondiamo il seguente evento organizzato dal Centro Studi “Hansel e  Gretel onlus” di Torino in collaborazione con l’Ufficio Pio San Paolo che si terrà presso il salone A.T.C. di corso Dante a Torino i prossimi 24 e 25 maggio .

Iscrizioni ed informazioni nel file:

Brochure 24 e 25 maggio 2013 def.pdf Hansel e Gretel Torino

 

ORDINE DEGLI ASSISTENTI SOCIALI DEL PIEMONTE

Redazione a cura di Carmela, F. Longobardi, Assistente Sociale e Giornalista Pubblicista

e di Andrea Pavese, Segretario dell’Ordine degli Assistenti Sociali del Piemonte

Contattateci su twitter.com come @Francesca_Long e @andreapavese1

http://www.oaspiemonte.org/ – Tel. 011/568.41.13 – segreteria@oaspiemonte.org

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Ultimo aggiornamento: 01-06-2013 11:49:12