Ordine Assistenti Sociali Piemonte

Newsletter n. 8 del 24 dicembre 2012

NEWSLETTER – Ordine degli Assistenti Sociali del Piemonte

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LE TOP NEWS DI DICEMBRE    Sintesi delle notizie principali Newsletter n. 8/2012- 
     

 

 

 

L’ORDINE DEGLI ASSISTENTI SOCIALI DEL PIEMONTE AUGURA A TUTTI GLI ISCRITTI UN FELICE NATALE!

Per augurare buone feste, la Redazione ha deciso di proporre un articolo di , giornalista di Volontariato Oggi. Si parla di crisi e povertà, ma anche di speranza e solidarietà.

Spesso si sente affermare che la crisi che stiamo vivendo rappresenta anche un’opportunità per cambiare e forse migliorare. Questa affermazione, anche se vera, va utilizzata con molta cautela, soprattutto perché la crisi non è uguale per tutti e non ha per tutti le stesse conseguenze: per molte persone mette a dura prova la capacità di sopravvivenza ed accentua le diseguaglianze sociali che nel nostro paese sono già enormi. La crisi potrà essere un’opportunità di cambiamento solo se ci sarà una crescita di consapevolezza individuale e collettiva e se saremo in grado di trovare la forza e l’inventiva necessaria per cambiare.

In questo momento, per qualcuno si tratta solo di fare sacrifici, ma per altri siamo ben oltre il sacrificio: molte famiglie sono devastate, lo stato sociale ha subito un duro colpo e sembra che non ce la faccia più a garantire diritti sociali un tempo dati per certi. La crisi economica ha anche conseguenze che non riguardano solo la sfera economica, ma è a questa che si dà più attenzione dal punto di vista mediatico. Ci sono aspetti più nascosti, più difficili da vedere, ma che sono altrettanto importanti e devono essere analizzati.

Quali sono i vissuti che hanno le persone in rapporto a questa crisi? Quale livello ha raggiunto  la disperazione e il senso di di impotenza? E la rabbia? La vergogna? L’umiliazione? Emerge una nuova categoria di poveri, i poveri «vergognosi». Sono coloro che si vergognano così tanto della loro situazione da  non essere in grado di chiedere aiuto. Fino ad ora abbiamo vissuto nel mito dell’uomo autonomo, in grado di bastare a se stesso e molti non hanno «competenze» per accettare l’aiuto degli altri.

Le crisi personali diventano anche crisi di identità: non più consumatore perché le possibilità di consumare si riducono o si annullano; non più lavoratore  dirigente, imprenditore. Quale altro ruolo sociale mi rimane? E poi la paura che attanaglia: da quella di perdere qualche privilegio, di dover rinunciare a qualche abitudine -la colazione al bar, una vacanza-, a quella di non farcela ad arrivare alla fine del tunnel, di non sopravvivere.

La crisi inoltre è anche una crisi di fiducia: chi è «l’altro» nella crisi? E’ un nemico o un alleato? La crisi minaccia anche la democrazia: aumenta la sfiducia verso le istituzioni e verso la politica, verso la possibilità di cambiare. In un periodo di grande incertezza abbiamo bisogno di rassicurazioni e diventiamo terreno fertile per la retorica e per la demagogia, con le sue tendenze al riduzionismo, al manicheismo e alla ricerca di capri espiatori, veri o falsi che siano. Alla ricerca di una speranza ci si affida alle lotterie o al gioco d’azzardo oppure ai maghi.

Per costruire una lettura condivisa di ciò che sta accadendo e per trovare qualche punto fermo per orientarci ed agire dobbiamo porci alcune domande.

(…)

Alzare lo sguardo dalla crisi e guardare oltre, e immaginare quello che vorremmo trovare quando avremo superato questo momento è una sfida tanto affascinante quanto complicata. Si pongono subito due esigenze: arrivare vivi e insieme alla fine e sperimentare relazioni e modelli alternativi a quelli che hanno determinato la situazione che stiamo vivendo. Dobbiamo guardarci in faccia, riconoscerci come membri di una stessa «grande famiglia», promuovere comunità, convivenza, solidarietà, mutualità. Occorre, come sostengono alcuni, ridisegnare contesti sociali improntati ad una maggiore condivisione.

Gli assistenti sociali fanno parte di una “grande famiglia”. Non si tratta solo di condividere un percorso professionale, ma soprattutto di abbracciare uno stesso sistema valoriale (codice deontologico degli assistenti sociali).

La Redazione si augura che ogni iscritto trovi la forza ed il coraggio di guardare oltre la crisi riconoscendosi negli occhi dei colleghi parte di un tutto.

Andrea Pavese e  C.,  Francesca Longobardi

notizie

L’ORDINE INFORMA

LA NEWSLETTER DEGLI ASSISTENTI SOCIALI DEL PIEMONTE CRESCE

Il bilancio della newsletter per l’anno 2012 è positivo.

NOTIZIE DAL WEB

WELFARE, UN ANNO DELUDENTE. RedattoreSociale.it

COSA è avvenuto nel 2012 per il sociale? E soprattutto: cosa non è avvenuto o è rimasto in sospeso?
E’ proprio quella della sospensione l’immagine che emerge passando in rassegna gli eventi principali dell’anno in materia di welfare e disagio sociale. Se nei consuntivi tematici di dicembre si parla solitamente di “bilancio in chiaroscuro” o di “luci e ombre”, in questo caso lo scenario è ben poco luminoso. Investite dalla crisi, le politiche sociali italiane hanno rivelato tutta la loro fragilità. Basato essenzialmente su un sistema di erogazioni monetarie, spesso inefficaci, il nostro welfare paga la riduzione dei servizi pubblici di assistenza, già tra i più scarsi per numero in Europa, mentre il ruolo di supplenza delle famiglie, con i loro risparmi, sta venendo meno a causa di un impoverimento sempre più diffuso.
E’ deludente dunque il quadro che si delinea in questo Speciale 2012, dove abbiamo selezionato dieci aree del welfare e del disagio tra quelle più dense di avvenimenti: i fondi per le politiche sociali, l’immigrazione e la cittadinanza, la disabilità e la non autosufficienza, il volontariato e terzo settore, i fondi speciali per le povertà estreme, i senza dimora, il carcere e gli ospedali psichiatrici giudiziari (Opg), il servizio civile, i rom, il gioco d’azzardo.

Per la prima volta dopo quattro anni sono stati parzialmente rifinanziati il fondo per le politiche sociali (300 milioni) e quello per la non autosufficienza (tra 275 e 315, a seconda di quanto sarà recuperato dai controlli sul “falsi invalidi”, e con l’incognita della parte riservata ai malati di Sla). Ma in generale gli interventi sono apparsi più il frutto di una scelta contingente che di una vera inversione di tendenza. Tanto più che i circa 600 milioni sono stati imputati al fondo omnibus di competenza di Palazzo Chigi e non a un capitolo specifico.
Nessuna risposta strutturale alle povertà estreme è stata invece varata nel 2012. Nell’anno in cui si sono accumulati i dati più allarmanti sulla crescita degli indigenti in Italia, e in generale sulla fascia delle persone a “rischio di povertà o esclusione sociale” (che ha raggiunto il 28,4 per cento), al di là della tradizionale rete di risposte attivate dal volontariato e dalla chiesa si sono potute tirare le somme solo di tre fondi straordinari (due pubblici e uno privato). Interventi comunque marginali e attivati negli anni precedenti. Mentre sembra aver funzionato il fondo “nuovi nati”, dove però non c’erano limitazioni di reddito dei beneficiari, per la Social card, sommersa dalle critiche ormai da quasi tutti, si aspetta la partenza della sperimentazione in 12 grandi città: non risolverà il problema degli indigenti, ma potrebbe finalmente ispirare le politiche per interventi più efficaci da fare in futuro.
Sempre in tema di povertà estreme, il 2012 è stato anche l’anno del primo censimento dei senza dimora in Italia: 50 mila persone, un numero oltre le aspettative e considerato solo la fascia più esposta di un grave disagio che interessa molte più persone.

Sull’immigrazione, nell’anno della nuova sanatoria, e quando i dati parlano di una stabilizzazione del fenomeno almeno in termini numerici, è rimasta irrisolta la questione della cittadinanza ai bambini e giovani nati in Italia da genitori stranieri. Ingorghi parlamentari, ma soprattutto opportunità politiche, hanno determinato il rinvio. Nulla di fatto anche per il diritto di voto alle amministrative, nonostante la presentazione di due leggi di iniziativa popolare. E mentre l’Italia è stata condannata da Strasburgo per i respingimenti, in compenso si è intervenuti sulla “macchina degli irregolari” estendendo da sei mesi a un anno il periodo entro cui si può ricercare un nuovo lavoro senza perdere il permesso di soggiorno. E’ stata poi adottata la Carta blu per gli immigrati qualificati e si è almeno cominciato a parlare di abbassare a 12 mesi (da 18) il periodo massimo di detenzione nei Cie.

Sulla disabilità sono proseguite la “caccia” al falso invalido e la apparente “guerra tra poveri” tra diverse categorie di disabili gravi e gravissimi, con buone notizie solo dal fronte del lavoro, ma con pesanti questioni sospese su inserimento scolastico, riconoscimento dei “caregiver” e definizione dei livelli essenziali di assistenza. Con sullo sfondo un fermento sempre più forte delle associazioni e delle famiglie, che nell’anno ha generato diverse manifestazioni clamorose a Roma e in tutta Italia.
Il terzo settore esce con varie ammaccature dal 2012: una conferenza sul volontariato e una sulla cooperazione internazionale dense solo di promesse e buone intenzioni, l’agenzia per le onlus cancellata, la legge sul 5 per mille ancora mancata e il rinvio di un solo anno dell’aumento dell’Iva per alcune prestazioni delle cooperative sociali. Un bilancio molto magro.

In carcere è rimasto quasi del tutto irrisolto il problema del sovraffollamento, nonostante il decreto “svuota carceri”, e si è mantenuto sugli stessi livelli il dramma dei suicidi. Mentre per gli Opg è tornata in discussione la data del 31 marzo 2013, in cui appare ora a rischio la prevista chiusura delle sei strutture.
Nel servizio civile si sono invece trovati alcuni fondi per far partire qualche migliaio di volontari nel 2013 e 2014, ma sono rimasti irrisolti tutti i vecchi problemi di precarietà di questo importante strumento per la crescita dei giovani.
Qualcosa si è mosso per i rom, dove i contrasti legali ancora irrisolti sulla dichiarazione dello “stato di emergenza” hanno almeno tenuto alta l’attenzione sugli sgomberi, insieme al varo del Piano nazionale del governo sul fenomeno che esplicitamente dichiara di voler “superare” il modello dei campi. Sgomberi e discriminazioni, tuttavia, sono proseguiti anche se con meno intensità degli anni precedenti, ed è emersa qua e là anche qualche buona notizia.
Si è mosso qualcosa, infine, anche sul gioco d’azzardo: il decreto Balduzzi, seppure indebolito fino all’ultimo dalla pressione delle lobby, ha introdotto le prime limitazioni alla “slot machine selvaggia” e riconosciuto ufficialmente la “ludopatia”. Un cartello di associazioni e un interessante movimento di sindaci hanno fatto il resto, la presa di coscienza è in atto ma la battaglia si annuncia molto lunga. Al prossimo Parlamento il compito di raccogliere le sollecitazioni della società civile e regolamentare un fenomeno che presenta in Italia cifre preoccupanti. (st)

LA FONDAZIONE EMANUELA ZANCAN HA APERTO UN ACCOUNT FACEBOOK

La Fondazione Emanuela Zancan è su Facebook.

RIRVA SI RIVOLGE AL MINISTERO DELL’INTERNO

La Rete Italiana per il Ritorno Italiano Assistito chiede chiarimenti al Ministero dell’Interno rispetto all’applicazione del DM 27.10.11 DM 27 ottobre 2011, “Linee guida per l’attuazione dei programmi di RVA”, GU 31.12.11.

Le linee guida hanno introdotto tale possibilità per categorie specifiche includendo tra i destinatari anche “cittadini stranieri, già destinatari di un provvedimento di espulsione a cui sia stato concesso un periodo per la partenza volontaria, ai sensi dell’art. 13, comma 5, del Testo unico”. Un aspetto su cui chiediamo chiarimenti riguarda i cittadini stranieri nelle condizioni riportate alla lettera d) dell’art. 4 delle citate Linee Guida (cittadini stranieri, già destinatari di un provvedimento di espulsione o di respingimento ai sensi dell’art. 10, comma 2, del Testo unico, trattenuti nei centri di identificazione ed espulsione ai sensi dell’art. 14, comma 1, del medesimo Testo unico). Si richiede indicazioni su procedure di richiesta di accesso di tali destinatari alla misura di RVA e alle azioni finanziate per l’attuazione.

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DIRITTO E SERVIZI SOCIALI

In questa sezione verranno pubblicati pronunciamenti giurisprudenziali in materia di servizi sociali
D.G.R. 28 Novembre 2012, n. 27-4956

L.4 maggio 1983 n.184 e L.R.1/2004 Indicazioni operative per i servizi sociali e sanitari sulla fase di passaggio del minore dalla famiglia affidataria alla famiglia adottiva.

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D.G.R. 28 Novembre 2012, n. 28-4957

DGR n. 21-8545 del 7.4.2008. Sostegno iniziative di prevenzione all’allontanamento dal proprio nucleo famigliare di minori in situazione di rischio. Spesa di euro 110.000,00 (cap. 179629/2012).

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video
 

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calendario

22 GENNAIO, TORINO

Il Centro Tutela Minori della Cooperativa Paradigma in collaborazione con l’Agenzia Riflessi S.r.l. propone il convegno “Luoghi neutri e spazi protetti per minori: vicoli ciechi e problem solving“.

Scheda d’iscrizione – ROTTA VERDE

Seminario TOSSO

24 GENNAIO, TORINO

Maggioli formazione e consulenza organizza il convegno “Alzheimer: idee per la qualità di vita. Dal problema del disorientamento cognitivo al campo infinito delle possibilità“.

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brochure convegno

16 FEBBRAIO, ASTI

Il Dott. Antonio Bellicoso propone il corso “Internet per il servizio sociale: strumenti, risorse e applicazioni di nuova generazione”.

Asti 16 febbraio 2013 Scheda iscrizione internet per il servizio sociale

Corsi di IN_ FORMAZIONE_dicembre12 organizzati dalla Provincia di Torino

 

ORDINE DEGLI ASSISTENTI SOCIALI DEL PIEMONTE

Redazione a cura di Carmela, F. Longobardi, Assistente Sociale e Giornalista Pubblicista

e di Andrea Pavese, Segretario dell’Ordine degli Assistenti Sociali del Piemonte

Contattateci su twitter.com come @Francesca_Long e @andreapavese1

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Ultimo aggiornamento: 28-01-2013 16:11:29