Ordine Assistenti Sociali Piemonte

orientamento alla professione

La presentazione è stata predisposta dalla Commissione Comunicazione ed è finalizzata all’orientamento alla scelta del corso di studi universitario degli studenti delle scuole secondarie di secondo grado.

LA PROFESSIONE DI ASSISTENTE SOCIALE

La professione di assistente sociale è nata nel mondo occidentale agli inizi del Novecento, per sostenere le persone nei complessi problemi sociali, individuali e collettivi, che emergevano a causa  delle trasformazioni della società provocate, ad esempio, dall’industrializzazione ed all’urbanizzazione.

In Italia, a partire dal Secondo dopo guerra, l’assistente sociale opera in modo sempre più rilevante nelle organizzazioni dei servizi di assistenza sociale pubblici e privati.

Nel 1993, con la legge 23 marzo 1993, n. 84, la professione è stata ordinata, conseguendo il riconoscimento da parte dello Stato italiano dell’interesse pubblico della propria attività e dello status di professione  protetta; a tal proposito è stato istituito l’Ordine professionale.

L’attività professionale svolta è di carattere intellettuale, cioè basata su un’abilità specifica e non generica e su un’autorità fondata sulla preparazione estensiva nei  fondamenti teorico- metodologici e deontologici, svolta in regime di autonomia tecnica e di giudizio, con personale responsabilità e controllo anche all’interno di organizzazioni complesse.

L’assistente sociale, guidato da valori e principi deontologici, conoscenze scientifiche, metodologia specifica della professione, opera per:

  • migliorare la qualità della vita delle persone il loro benessere e l’ambiente sociale;
  • promuovere il cambiamento sociale e lo sviluppo, la coesione e l’emancipazione sociale;
  • contribuire al cambiamento di quei fattori storici, socio economici, culturali, politici e personali che impediscono lo sviluppo e il benessere umano e che possono produrre il manifestarsi o il permanere di condizioni di diseguaglianze, discriminazione, oppressione e sfruttamento degli individui, povertà ed esclusione sociale;
  • concorrere a costruire una società più accogliente, inclusiva e rispettosa dei diritti di tutti e dell’esigibilità degli stessi;
  • cooperare alla definizione delle politiche sociali e di welfare;
  • contribuire a migliorare l’organizzazione dei servizi affinché siano sempre più rispondenti ai bisogni delle persone;
  • stimolare lo sviluppo di forme di solidarietà sociale e organizzazioni di rappresentanza dei cittadini.

La professione è, pertanto, al servizio delle persone, delle famiglie, dei gruppi, delle comunità e delle diverse aggregazioni sociali per contribuire alla loro emancipazione, valorizzandone l’autonomia, la soggettività, la capacità di assunzione di responsabilità; sostiene le persone nel processo di cambiamento, nell’uso delle risorse proprie e della società nel prevenire ed affrontare situazioni di bisogno o di disagio e nel promuovere ogni iniziativa atta a ridurre i rischi di emarginazione.

La professione si basa su principi di giustizia sociale, di rispetto per il valore intrinseco e per la dignità degli esseri umani, di riconoscimento e difesa dei diritti umani e rispetto delle diversità; promuove le responsabilità collettive al fine di coinvolgere i diversi soggetti sociali per affrontare le sfide della vita e per migliorare il benessere delle persone e più in generale della società.

L’AZIONE PROFESSIONALE

L’azione professionale è guidata dal Codice Deontologico, strumento di riferimento di principi e valori e metodi d’azione.

Nel lavoro di aiuto con le persone in situazioni di difficoltà, l’assistente sociale segue un percorso metodologico, che a partire da un attento ascolto delle richieste e dall’analisi puntuale prevede la predisposizione di un progetto personalizzato nel quale vengono definiti obiettivi, tempi di realizzazione e verifiche.  Il progetto si costruirà solo con la collaborazione e la volontà delle persone interessate.

Nel definire il percorso da realizzare, l’assistente sociale aiuta le persone a far emergere le risorse individuali e familiari (potenzialità, doti personali, abilità, competenze…), rispetta la volontà della persona e le rende protagoniste attiva del cambiamento.

Al contempo, il professionista mette a disposizione le proprie competenze , le risorse del proprio servizio o della rete dei servizi territoriali, di altre istituzioni, della rete del terzo settore; si tratta di mettere in campo competenze professionali, conoscenze e saperi, esperienze, risorse finanziarie, beni, opportunità di socializzazione.

Occorre, infatti, evidenziare che i servizi presso cui operano gli assistenti sociali non dispongono di tutte le risorse ritenute necessarie per rispondere alle richieste di aiuto che possono essere di competenza di altri enti/organizzazioni. A titolo esemplificativo: se il bisogno portato è il lavoro o la casa, l’assistente sociale indirizza, sostiene e accompagna le persone nei contatti con i soggetti competenti (centri per l’impiego, percorsi di formazione professionale, uffici pubblici per la casa) e nei percorsi che potranno scaturire.

L’assistente sociale agisce all’interno di équipe multiprofessionali e collabora con altri professionisti e operatori in ambito sociale (educatori, assistenti domiciliari, mediatori interculturali) e  sanitario (medici, psicologi, infermieri).

 Lavora costantemente con altre Istituzioni ( giudiziarie, istituzioni scolastiche) altri servizi (consultori, ospedali, centri per le famiglie, servizi per il lavoro, servizi socio-assistenziali)e  organizzazioni del territorio e della società civile (associazioni, parrocchie, centri d’incontro).

Opera per prevenire il rischio di comparsa di nuove problematiche e per stimolare il protagonismo alla società civile, aiutandola nella realizzazione di un percorso di auto-organizzazione e di autodeterminazione, fondato sui valori comunitari della solidarietà, della coesione sociale e del bene comune.

LA FORMAZIONE UNIVERSITARIA

Per esercitare la professione di assistente sociale occorre essere in possesso di abilitazione da conseguirsi attraverso l’esame di Stato (per essere iscritto all’Albo professionale) al quale si accede con la laurea triennale in Servizio sociale.

Si può ottenere anche il titolo professionale di assistente sociale specialista, superando il corrispondente esame di Stato accessibile con  la laurea magistrale in Servizio sociale e politiche sociali.

Gli ambiti di studio dei corsi universitari interessano, oltre alle discipline specifiche di servizio sociale,  quelle dell’area sociologica, psicologica, giuridica, medica, socio-economica, storica, politologica.

È  obbligatorio il tirocinio professionale .

LA FORMAZIONE CONTINUA

I cambiamenti dei fenomeni sociali e il configurarsi di nuove realtà storico-politiche, l’evoluzione o l’emergere di nuove problematiche, i mutamenti organizzativi e delle politiche di welfare, le innovazioni in campo scientifico richiedono, nell’interesse prioritario dei cittadini fruitori del servizio sociale, costanti percorsi formativi e di aggiornamento.

Con la legge 14 settembre 2011 n. 148, si sancisce l’obbligo per le professioni ordinate di provvedere annualmente alla propria formazione attraverso aggiornamenti e perfezionamenti delle proprie competenze.

 GLI AMBITI DI LAVORO

 L’assistente sociale svolge la propria attività, anche con funzioni dirigenziali, nei seguenti settori:

 Enti Locali

  • Regione e Province – ambiti connessi alle politiche sociali
  • Comuni – Servizi sociali territoriali gestiti da comuni (singoli o in forma associata) direttamente o attraverso enti strumentali (consorzi, unione di comuni, comunità montane) o attraverso delega alle ASL. In Piemonte gli Enti Gestori delle funzioni socio-assistenziali sono 53, si occupano di tutela materno infantile, famiglie, anziani, disabilità,adulti in difficoltà e ciascuno ha competenza su uno specifico territorio.

 Aziende sanitarie locali e Aziende ospedaliere

  • Servizi per la salute mentale, servizi per le dipendenze patologiche, settore materno-infantile, continuità assistenziale ospedale territorio.

 Organi periferici del Ministero dell’Interno e Ministero della Giustizia e Parastato

  • Prefetture -area immigrazione e nuclei operativi tossicodipendenze;
  • Servizi dell’area penale- Uffici esecuzione penale esterna, Ufficio Servizi Sociali Minorenni;
  • Tribunale per i Minorenni e Tribunale Ordinario, anche come giudice onorario e Consulente Tecnico d’Ufficio;
  • INAIL
  • INPS

 Terzo settore e cooperazione

  • Cooperative sociali;
  • Organismi non lucrativi di utilità sociale(Onlus);
  • Fondazioni;
  • Associazioni.

 Settore privato

  • Unione industriale
  • Aziende
  • Strutture residenziali

Università

  • ricercatori, docenti, tutor accademici

Libera professione

  • Studi associati anche pluri professionali
  • Enti di ricerca e di formazione
  • Formatore

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Ultimo aggiornamento: 29-09-2016 17:36:53