Ordine Assistenti Sociali Piemonte

Ritorno Volontario Assistito, politiche migratorie e co-sviluppo

Comunicato stampa del CNOAS 09 aprile 2014
A cura dei Partner del progetto Rete RIRVA

Basta con le politiche repressive, occorre riconoscere maggior peso alla progettualità dei migranti dando spazio al Ritorno Volontario Assistito: questo è il coro unanime che è salito, nell’affollato  convegno di stamani presso la Camera dei Deputati, dai Parlamentari, Istituzioni Pubbliche e del Terzo Settore e operatori sociali presenti per discutere sul progetto RIRVA giunto alla sua quinta annualità.

“Quando RIRVA iniziava nel 2009, entravano in Italia 527 mila stranieri, il 50% in più rispetto ai 351 mila immigrati del 2012 e lasciavano l’Italia meno di 13 mila stranieri, oggi diventati oltre 38 mila con un aumento del 250%.”Gianfranco Marocchi, Presidente di Idee in Rete, capofila progetto Rete RIRVA introduce il convegno sulRitorno Volontario Assistito così: “Non possiamo pensare che un fenomeno che riguarda 38 mila persone venga lasciato al semplice adempimento di politiche comunitarie basato sulle risorse messe a disposizione. Dobbiamo andare oltre la occasionalità e far diventare, intenzionalmente, il ritorno volontario parte importante della politica migratoria del nostro paese”, presentando le 10 Idee e Proposte sul Ritorno Volontario Assistito  condivise con i partner di progetto Oxfam Italia, Consiglio Italiano per i Rifugiati CIR Onlus, Cooperativa Sociale Gea, Consiglio Nazionale Ordine Assistenti Sociali e Fondazione ISMU.

Il Prefetto Riccardo Compagnucci, Vice Capo Dipartimento vicario del Ministero dell’Interno è categorico sul ritardo che caratterizza le politiche migratorie europee e quelle italiane in particolare: “Nelle politiche di settore siamo indietro di almeno quattro anni, e soprattutto mi chiedo come si può gestire il fenomeno complesso e mutevole delle migrazioni con un’infinità di normative composte da centinaia di pagine? Basterebbero 20 pagine di diritti e doveri dei migranti e regolamentazioni amministrative condivise e applicate”. E plaude all’eccellenza della Rete RIRVA per il suo radicamento territoriale annunciando la volontà del Ministero dell’Interno a proseguire: “Al 98% andremo avanti, la volontà del Ministero è quella di continuare con questo progetto”.

Altri rilevanti interventi di rappresentanti delle istituzioni, del parlamento italiano e della rete, si sono soffermati su diversi temi: l’importanza di creare sinergie tra i diversi operatori della misura, di continuare a garantire capillarmente informazione e orientamento ai migranti,  di governare il fenomeno con più lungimiranza, di fare accordi con i paesi terzi in ottica di co- sviluppo, come ribadito anche da Roberto Barbieri, Direttore di Oxfam italia.

L’impegno di andare avanti con questo progetto sarà perseguito dai numerosi parlamentari che hanno partecipato alla giornata, dal momento che da più parti RIRVA è stata presentata come un “esempio significativo di Rete pubblico/privato di livello nazionale, partecipata attivamente da 340 enti operanti nel settore dei migranti, frutto di 5 anni di lavoro a fronte di un investimento contenuto ma con saldo sicuramente positivo”  dal momento che a fronte di un investimento di 75.000 euro all’anno, gli RVA effettuati sono cresciuti di anno in anno passando dai 228 della prima annualità (giugno 2009-2010) ai quasi 2.000 previsti a giugno 2014.

“Spesso si parla di valorizzare le reti:  speriamo che questa ne sia l’occasione, senza sprecare risorse nel crearne di nuove”, dichiara Carla Olivieri responsabile del progetto.

Il senatore Gianpiero Dalla Zuanna ha sottolineato come oggi in Italia prevalga un approccio repressivo, che ha avuto una forte risonanza mediatica ma pochi effetti nella pratica. “Abbiamo oggi circa 300 mila stranieri irregolari, pari a circa il 6% del totale. Per una piena e dignitosa applicazione delle misura andrebbe considerata la possibilità di introdurre una sorta di mobilità circolare tra il paese di immigrazione e quello di origine per permettere ai migranti di vivere nel posto che, a seconda del momento, offre migliori opportunità”.

“E’ importante ricordare inoltre che la condizione di rifugiato è strettamente collegata alla situazione del paese d’origine” – così Christopher Hein, Direttore del Consiglio Italiano per i Rifugiati (CIR) – “ed è quindi  necessario allargare il target dei beneficiari ammessi alla misura includendo anche i migranti con permesso di soggiorno in corso di validità, e garantire la sostenibilità dello strumento agevolando la reintegrazione nel paese di origine coinvolgendo anche gli stessi paesi di ritorno”.

Diversi interventi della mattinata, come quello di Franca Bonin, Consiglio nazionale Ordine Assistenti Sociali:hanno sottolineato come “Il  Ritorno Volontario Assistito non è solo una nuova migrazione o una migrazione al contrario ma porta con sé la necessità di un processo di adattamento psicologico e culturale in grado di elaborare i cambiamenti. Il lavoro della Rete sul territorio, e degli assistenti sociali in particolare è proprio quello di garantire un ascolto e di indicare il RVA come sbocco possibile nel progetto di vita personale”.

Oliviero Forti, della Caritas Italiana, evidenzia come a conclusione dei 5 anni di attività, “sia necessario non depotenziare questo importante strumento di politica migratoria e soprattutto sistematizzare gli interventi all’interno di un quadro più chiaro. Le 10 idee e proposte formulate dagli enti che compongono la Partnership della Rete RIRVA costituiscono il decalogo da cui ripartire per una corretta definizione delle azioni a sostegno del RVA in Italia”.

Gianpaolo Cantini, Direttore Generale della DGCS – Ministero dell’Esteri condivide le proposte della rete, in particolare il punto 7 sull’esigenza di un tavolo interistituzionale, e ribadisce la propria disponibilità ed apertura, anche ragionando con altre organizzazioni,  per elaborare linee guida sul tema migrazioni e sviluppo. Ribadisce l’interesse e la volontà di portare con maggiore vigore questa tematica “in sede europea in occasione del Semestre di presidenza italiana del Consiglio europeo” ,evidenziandone non tanto gli aspetti  legati alla sicurezza, ma la grande opportunità che ne deriva per  “rafforzare politiche di cooperazione italiana e di relazioni di collaborazione con Paesi Terzi”.

In sede di conclusioni il Senatore Stefano Lepri invita tutti a riflettere su come RIRVA abbia svelato la irragionevolezza di guardare al Ritorno Assistito in termini repressivi mentre è portato a creare legami e collaborazioni progettuali e imprenditoriali con il Sud del Mediterraneo, coerentemente con gli orientamenti espressi dal Presidente del Consiglio. “Si deve guardare con molta attenzione al fenomeno della vostra rete, e all’impegno che onorate, con una quantità di risorse davvero modesta e che, anche in tempi di spending review, meriterebbe un supporto maggiore da parte delle istituzioni proprio per la resa che assicura”.

Chiude Lepri con una riflessione sulla necessità di ripensare a  modalità per erogare alcune facilitazioni che riconoscano i contributi previdenziali che cittadini dei paesi terzi stanno attualmente dando alle nostre casse e di cui perlopiù non usufruiscono.

Che il progetto continui! “ – chiude quindi l’onorevole Edoardo Patriarca – “ e insieme a tutti i parlamentari qui intervenuti chiederemo al Prefetto Compagnucci di portare la sua rassicurazione  di continuità del progetto al 100%”.

“Porteremo ai nostri colleghi parlamentari con orgoglio la vostra esperienza, che rappresenta un esempio dibuona sussidiarietà a cui aggiungo una nota di speranza: si sta aprendo una stagione più pensata e positiva che speriamo possa superare l’irragionevolezza delle politiche repressive a favore di un approccio che intenda inquadrare questa e altre  misure in un’ottica di cooperazione per crescere e maturare relazioni tra popoli.

 

 

 

Ultimo aggiornamento: 13-04-2014 14:12:33