L’Ordine Assistenti Sociali del Piemonte e della Valle d’Aosta, in riferimento all’articolo pubblicato sulla cronaca di Torino di Repubblica a firma Adele Palumbo, ritiene necessario porre l’attenzione sulla delicata questione della tutela minori e delle loro famiglie, ribadendo che la centralità degli interventi dei servizi sociali è finalizzata a promuovere il sostegno alla famiglia e il diritto dei minori a crescere nell’ambito del proprio nucleo originario.
Nel corso del tempo le politiche sociali attuate a livello territoriale hanno orientato le loro scelte per rispondere in maniera sempre più precisa alle nuove necessità emergenti caratterizzate da contesti di povertà educativa e difficoltà, proponendo percorsi di affiancamento e vicinanza.
Gli e le assistenti sociali operano da sempre nel rispetto della legge, del codice deontologico e di procedure rigorose. Ogni eventuale provvedimento di allontanamento rappresenta perciò una misura residuale, adottata solo in presenza di gravi e documentate situazioni di pregiudizio e nell’ambito di decisioni multidisciplinari e sottoposte all’autorità giudiziaria, che ne dispone l’esecuzione.
Frequentemente le situazioni di abbandono, pericolo e pregiudizio che coinvolgono bambini ed adolescenti vengono rilevate dalle Forze dell’Ordine o in ambito sanitario, e solo successivamente segnalate dall’Autorità Giudiziaria ai servizi sociali, con richieste di intervento specifiche.
Riteniamo fondamentale per cui evitare semplificazioni che rischiano di alimentare sfiducia nei confronti dei servizi e degli operatori. L’Ordine conferma comunque, come sempre, la propria disponibilità ad un confronto costruttivo e basato sui dati, competenze e responsabilità condivise, nell’interesse primario di bambini, adolescenti, delle loro famiglie e della comunità tutta.






