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Violenza contro un’assistente sociale e un’educatrice. La sicurezza nei servizi non può essere un tema secondario

Aggredita con una mazzetta da muratore e minacciata di morte, salvata dal peggio dall’intervento dell’educatrice presente che, lanciandosi sull’aggressore, ha deviato la traiettoria del braccio e ha fatto sì che i colpi arrivassero sulle gambe e non in faccia. Lei è l’assistente sociale M. O., rea di aver detto a una persona arrivata in ufficio per sottoscrivere la richiesta di contributo economico, che la somma non sarebbe stata immediatamente disponibile perché la procedura richiede 10 giorni.

L’ennesima aggressione contro di noi è avvenuta martedì, 3 febbraio, presso i locali del Comune di Venaria.

Il Consiglio Nazionale Ordine Assistenti Sociali (CNOAS), l’Ordine Assistenti Sociali del Piemonte e della Valle d’Aosta, l’Ordine delle Professioni Sanitarie TSRM PSTRP Torino Aosta Alessandria e Asti, la direttrice del Consorzio Intercomunale dei Servizi Socio-Assistenziali Pianezza, insieme esprimono la più ferma condanna per quanto accaduto e la piena solidarietà alle colleghe aggredite e ad ogni operatore del Consorzio e denunciano l’estrema gravità del nuovo episodio che impone una riflessione seria e condivisa sull’escalation di violenza verbale e fisica che da tempo colpisce i servizi.

«Chi alimenta l’ostilità contro i servizi sociali, chi nega le risorse, chi diffonde notizie false, arma la mano di persone già esasperate alle quali noi, per mandato istituzionale, dobbiamo rispondere – dice la presidente del Cnoas, Barbara Rosina – Chiediamo protezione, la stessa che viene garantita ad altri professionisti esposti alla violenza e per i quali si mobilitano la politica e i media. Chiediamo, quindi di estendere agli operatori sociali le misure urgenti per contrastare la violenza contro i professionisti sanitari e sociosanitari previste dalla legge 171 del 2024. Come Ordine torniamo a pretendere il rispetto che si deve a 48mila assistenti sociali impegnate/i ogni giorno per la giustizia sociale del nostro Paese».

«Come Ordine interregionale – afferma la presidente di Piemonte e Val D’Aosta, Sabrina Testa – mentre siamo vicini alla nostra collega e ai suoi familiari, vogliamo ricordare che assistenti sociali ed educatori professionali svolgono una funzione pubblica essenziale, operando quotidianamente in contesti complessi e ad alta esposizione emotiva. La violenza non può essere considerata un rischio ordinario del nostro lavoro. Questo episodio si inserisce peraltro in un quadro più ampio su cui ragionare, segnato dall’indebolimento progressivo delle politiche sociali e delle reti di supporto territoriali, che rende più fragile il sistema di protezione e più isolati sia i cittadini sia i professionisti. Con la diminuzione delle risorse, in questi anni, è aumenta la pressione sugli uffici e sugli operatori, che sono diventati il primo e più esposto punto di contatto con la sofferenza sociale».

Giuseppe Smeraldi, presidente dell’Ordine delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione di Torino, Aosta, Alessandria e Asti, aggiunge: «Si tratta di un episodio di una gravità assoluta che sottolinea una volta di più le difficili condizioni di lavoro in cui opera la figura dell’educatore professionale. Il nostro Ordine esprime la massima vicinanza e solidarietà alle persone coinvolte e, allo stesso tempo, ribadisce la preoccupazione per una situazione che, nonostante l’impegno degli Enti preposti, continua a essere molto rischiosa e a registrare fatti di cronaca molto gravi. Come noto, l’educatore professionale è un professionista socio-sanitario che si occupa di favorire l’integrazione o il reinserimento sociale di persone in situazioni di difficoltà, fragilità o disagio. Per tutelare in modo adeguato questa figura, in un contesto sociale sempre più complesso, è evidentemente necessario un nuovo modello organizzativo che le permetta di svolgere al meglio il proprio lavoro e la protegga da certi rischi».

«La collega direttamente coinvolta è stata visitata e refertata presso l’Ospedale Maria Vittoria di Torino – aggiunge la direttrice del Consorzio, Elisabetta Bogge – e ha denunciato l’aggressore che è stato immediatamente incarcerato e ora scarcerato con l’obbligo di firma. Questa però non è la prima aggressione, ce ne sono state altre nell’anno appena trascorso. Riteniamo fortemente che la tutela della sicurezza degli operatori sociali sia l’elemento fondamentale da garantire per permettere lo svolgimento dell’attività professionale in un clima di serenità e rispetto reciproco e, in applicazione a quanto previsto dal codice deontologico, prevenendo il rischio di scivolare in un servizio sociale difensivo».

Ordine Assistenti Sociali del Piemonte e della Valle d’Aosta

Consiglio Nazionale Ordine Assistenti Sociali (CNOAS)

Ordine delle Professioni Sanitarie TSRM PSTRP Torino Aosta Alessandria e Asti