ELEZIONI POLITICHE 25 settembre 2022 – Le nostre priorità, le nostre domande – Salute e servizi sociali territoriali

Il Covid ha messo a nudo il disastro provocato dai tagli continui alla salute e ha reso lampante la necessità dell’integrazione sociosanitaria, del coinvolgimento dei servizi sociali territoriali, degli investimenti nelle strutture e nei professionisti.

Salute e servizi sociali territoriali
La pandemia ha mostrato ancora una volta i limiti del nostro sistema sanitario nazionale, dell’integrazione sociosanitaria e dei servizi sociali territoriali e la necessità di investimenti. Con il PNRR si sono avviate riforme importanti, ma sicuramente migliorabili sul piano della componente sociale.
È necessario il completamento dei processi di riforme avviati in seguito della pandemia e inseriti nell’agenda politica approvata con il PNRR – Missione 5 e Missione 6. L’Adozione e sostegno di modelli di governance e organizzativi che diano concretezza ai processi di integrazione sociosanitaria garantendo la presenza di assistenti sociali in sanità. Contrastare la povertà sanitaria e superare i divari che sono ancora presenti tra Nord e Sud nell’offrire e garantire l’accesso a percorsi di diagnosi, cura, riabilitazione e integrazione sociale a tutti i cittadini, intercettando in particolare chi è più fragile, vulnerabile e ai margini della comunità. Rafforzare la prevenzione, con programmi dedicate all’area materno -infantile e rivolti alla comunità per intercettare e sostenere le situazioni di fragilità e vulnerabilità. Il potenziale per perseguire questi obiettivi è in parte già in presente nelle strutture e modelli organizzativi previsti dal DM 77/22. Quello che è necessario è accompagnare la loro realizzazione con finanziamenti strutturali per organizzare servizi prossimi alle persone e flessibili per rispondere a bisogni differenti e sostenere i singoli progetti di vita. Contestualmente, con l’approvazione di nuove misure, perfettibili ma fondamentali in questi anni così difficili, gli Enti locali hanno visto un aumento costante di richieste di aiuto. Quegli stessi servizi, oggi, si trovano a gestire nuovi progetti, derivanti dal PNRR e non solo, oltre a importanti riforme (ad esempio la riforma del Tribunale per i Minorenni ed il cosiddetto “nuovo 403”).
La maggior parte degli ambiti territoriali ha iniziato le attività di potenziamento necessarie a garantire un assistente sociale ogni 5.000 abitanti, con l’obiettivo di raggiungere il rapporto 1 a 4.000, andando così a porre le basi ai principi enunciati più di 20 anni fa dalla legge 328/00 e cercando finalmente di porre rimedio alla mancanza di assistenti sociali negli Enti locali, storicamente drammatica nell’Italia meridionale, specialmente in alcune zone. Il processo è tuttora in itinere e non privo di resistenze e ostacoli.
La realizzazione di questo livello essenziale, come è evidente, è fondamentale per tutti i cittadini che finalmente, ovunque, possano avere un assistente sociale che sia messo nelle condizioni di esercitare la professione al meglio per le loro esigenze.
#parliamodipersone 5
#assistentisociali
• Quali sono le priorità e le azioni che introdurrete per rispondere ai bisogni di salute delle persone e promuovere la salute dei singoli e delle comunità, a partire dalle riforme collegate al PNRR?
• Quali sono i primi interventi normativi in tema di riequilibrio della spesa e dell’investimento perché non esistano tante Italie per la cura e il benessere delle persone?
• Quali obiettivi sono alla base della vostra azione per costruire servizi sociali adeguati in tutti i comuni italiani?
• La lezione del Covid cosa vi ha insegnato?