In ricordo di Carla Meda
Condividiamo come Ordine Assistenti Sociali Piemonte e Valle D’Aosta e ci uniamo al messaggio di Maria Rosa Guerrini in ricordo della collega Carla Meda
Carla Meda ha svolto la professione di Assistente Sociale a partire dagli anni ’60, fondando con la prof.ssa Repaci, docente di Servizio Sociale presso la Scuola Unsas di via Massena 20, Torino, e con la Assistente Sociale Maria Teresa Badini Gonfalonieri e altri: il “Centro di Tutela Minorile” che promuoveva una politica d’avanguardia nei confronti dei diritti del minore. Il diritto fondamentale è quello di vivere in un ambiente familiare, il suo innanzitutto, aiutando la famiglia naturale, e quando l’aiuto non bastasse, in una famiglia affidataria o adottiva. Erano gli anni della lotta alla istituzionalizzazione di quanti, minori, handicappati, anziani, non avendo una famiglia alle spalle, rimanevano segregati negli istituti vita natural durante. Vinto il concorso in Provincia, Carla Meda prese servizio presso l’Istituto Provinciale infanzia, di corso Giovanni Lanza, Torino, ed insieme ad altre valide assistenti sociali, portò avanti la politica innovativa della centralità del minore, già iniziata dalla dott.ssa Maria Attisani, Assistente Sociale anch’essa: “dare una famiglia al minore, e non un minore alla famiglia”, per motivi patrimoniali, d’immagine ecc. come da lunga tradizione. Ma soprattutto inserì “la dimensione del sociale” all’IPI, fino ad allora centrato sulla dimensione sanitaria (alleanza con medici e assistenti sanitarie nella gestione dei vari servizi, asilo materno, nido e scuola dell’infanzia interni, reparto di Superga ecc.). Quando negli anni ’70 chiuse l’IPI, perché superato come istituzione, ed il personale passò ai Comuni ed ai Consorzi di Comuni, Carla Meda assunse presso il Comune di Torino l’importante funzione di collegamento con l’Autorità Giudiziaria fornendo una qualificata consulenza ai servizi sociali sorti nel frattempo nei 23 quartieri e, successivamente, con l’accorpamento, nelle 8 circoscrizioni.
Come Giudice Onorario, presso il Tribunale dei Minorenni, si occupò di affidamenti ed adozioni, e sono molti gli operatori e le famiglie che la ricordano con gratitudine. Anche nel ruolo di docente per la formazione degli Assistenti Sociali, si fece apprezzare per il contributo teorico, sì, ma vivificato dalla ricca esperienza, che lo rendeva più comprensibile. Ed i “Valori ed i Fondamenti del Servizio Sociale” prendevano vita nelle discussioni con altri operatori, nei tirocini, nelle esercitazioni guidate consentendo agli operatori di sperimentarsi in un campo così delicato.
Negli ultimi anni, Carla Meda ha affrontato la malattia curandosi dapprima al suo domicilio, poi con il ricovero in Residenza Sanitaria Assistenziale (RSA). Colpiva la sua lucidità nel leggere il nuovo contesto, lei che aveva avuto ruoli direttivi e una grande capacità relazionale. Ha cercato con l’aiuto di amiche e colleghe di far presente alcuni problemi con scarso risultato per la rigidità della struttura. Ha mantenuto un atteggiamento vigile, attento, interessata ai problemi del mondo, leggeva, si aggiornava sulla legislazione minorile, dando un contributo di pensiero alla legge della Regione
Piemonte “Allontanamento 0”. Gradiva le visite di colleghi ed amici. Tutti hanno sempre notato la cura con cui si presentava, e di questo si complimentavano con lei, sia nel vestirsi con gusto, sia nell’uso di rossetto e smalto di colore vivace. Segno di grande dignità.
Un ricordo per tutti: la partecipazione alla festa per il pensionamento della Dirigente Dott.ssa Marina Merana. Ormai in carrozzella, ha incontrato con vera gioia tanti operatori, assistenti sociali, allievi, che le hanno espresso gratitudine e fatto memoria di momenti vissuti insieme. Ha risposto a tutti con il sorriso e battute di spirito. Lei era così: semplice e diretta.









