Giornata dei diritti delle donne 2024: l’Ordine Assistenti Sociali del Piemonte al fianco di tutte le donne

Il presidente Attinà: «Necessario un grande impegno da parte di tutti e tutte per i diritti, quelli negati e quelli desiderabili»

Si avvicina l’appuntamento con la Giornata internazionale dei diritti delle donne 2024 di venerdì 8 marzo e l’Ordine Assistenti Sociali del Piemonte ribadisce la propria posizione al fianco di tutte le donne, per promuovere riconoscimento e diritti.

La ricorrenza dell’8 marzo, quest’anno più che nei precedenti, anche in Italia acquisirà nuovi significati, facendosi carico della parola “diritti” e delle rivendicazioni delle donne che negli anni si stanno focalizzando in modo sempre più diffuso su temi quali il riconoscimento e l’impegno per contrastare le discriminazioni in diversi campi.

«La questione di genere all’indomani della morte di Giulia Cecchettin e delle dichiarazioni della sorella Elena – interviene Isabella Derosa, consigliera per la comunicazione dell’Ordine Assistenti sociali del Piemonteè diventata un argomento di discussione diffuso, portando a conoscenza di un pubblico ampio anche temi “politici” come il gap salariale, il patriarcato, la violenza di genere, questioni in precedenza circolate solo in contesti ristretti. Questo ha fatto sì che in queste ultime settimane siano stati promossi momenti di confronto fra le più giovani, ma anche fra gli uomini, che iniziano a diventare più consapevoli delle proprie responsabilità sociali».

Sulla scia dello sciopero delle donne che in Islanda si ripete da diversi anni, in tutte le piazze italiane quest’anno le donne si preparano a manifestare chiedendo di essere ascoltate. Vari movimenti, comitati, associazioni e sindacati metteranno in risalto il ruolo delle donne nella società per sottolineare quanto questa le abbia rese vittime, non solo di violenza, ma di discriminazioni in diversi campi.

«È nota – continua Derosa – la notizia che, dopo la pandemia, siano state proprio le donne a pagare il prezzo più alto in termini di rinuncia di carriera, spesso per prestare il proprio lavoro di cura in famiglia. Ed è proprio questo l’invito della mobilitazione, astenersi non solo dal lavoro salariato, ma da tutte le funzioni che vengono delegate, senza alcun riconoscimento, alle donne». 

Anche in questo caso l’Ordine Assistenti Sociali del Piemonte si schiererà contro ogni forma di discriminazione e in favore dei diritti, quelli negati e quelli desiderabili.

«È con questi presuppostidice il presidente dell’Ordine Assistenti Sociali del Piemonte Antonio Attinàche gli e le assistenti sociali sono al fianco tutti i giorni delle donne, quando vengono violate, sfruttate o lasciate da sole nei compiti di cura, rinunciando alla realizzazione personale. Ogni giorno diamo loro voce e cerchiamo di portare nei luoghi di confronto istituzionali la necessità di sostenere la loro autonomia, che spesso vuol dire liberarle da violenza e sottomissione. Celebrare la Giornata dei Diritti delle Donne significa certamente riflettere su quanto di buono è stato fatto ma anche su quanto ancora ci sia da fare. L’art. 37 della nostra Costituzione, ad esempio, recita: “La donna lavoratrice ha gli stessi diritti e, a parità di lavoro, le stesse retribuzioni che spettano al lavoratore”. Ora dovremmo chiederci se questa indicazione sia realmente realizzata, se all’interno delle nostre comunità stiamo facendo abbastanza per cambiare le cose, per modificare una cultura ancorata a modi di pensare che non sono più accettabili. Ogni cittadino di questo Paese deve sentire la responsabilità di far rispettare i diritti delle donne, gli e le Assistenti sociali la sentono fortemente e non smetteranno di sostenerle in questo percorso, perché per noi ogni giorno è l’otto marzo».